NAMUR.CAPO

 

14. NAMUR (Belgio) dal 3 al 7 settembre 1902.

Preparato da: Mons. Heylen vescovo di Namur diventato Presidente del Comitato permanente (1901) e sotto la sua presidenza

e quella del cardinale Goossens Arcivescovo di Malines e Legato pontificio.

Segretari generali: Leon Lahaye, Paul de Pèlerin, Eugéne Delcourt-Haillot

Tema degli studi:

Insegnamento eucaristico e mezzi pratici per tutte le classi sociali; le opere parrocchiali e sociali.

 

 

    Con il XIV Congresso Eucaristico toccò di nuovo al Belgio l’onore  di ospitare sul suo suolo un’altra di quelle imponenti manifestazioni eucaristiche. La città scelta dal Comitato permanente era la tranquilla città di Namur, graziosamente distesa alla confluenza di due maestosi fiumi, Mosa e Sambre, e il cui arcivescovo Mons. Thomas Louis Heylen aveva preso il posto di mons. Doutreloux, come  Presidente del Comitato Permanente dei Congressi Eucaristici, alla fine del 1901.

    Nel secolo XI Namur aveva accolto san Norberto, fondatore dei Premostratensi e difensore ardente del dogma eucaristico contro gli eretici che aveva fondato l'Abbazia di Floreffe, da cui ben presto sorsero i monasteri dipendenti di Fosses, Moutier e Carroy che diffusero la devozione al Santissimo Sacramento tra le genti delle campagne.

    Ed è nei pressi della città, nel monastero di Salzines, che santa Giuliana di Mont-Cornillon – a cui si deve la istituzione della festa del Corpus Domini – si rifugiò dopo aver abbandonato Liegi, sua città natale. E nel villaggio di Fosses rese la sua anima a Dio nel 1258.

    Il padre Lesmius, in una delle assemblee generali di Namur, affermò che il XIV Congresso superava in splendore tutti precedenti  e i congressisti che ebbero la fortuna di parteciparvi erano unanimi nel corroborare l’affermazione dell’eminente religioso. Nessuno dei precedenti congressi era stato preparato con maggiore attenzione; nessuno vide le sue assemblee generali così frequentate  e così brillanti; nessuno ebbe sessioni di studio così profonde e feconde.

    Un’influenza determinante sopra la grandezza del Congresso di Namur fu probabilmente esercitata dalla recente pubblicazione dell’enciclica Mirae Charitatis  nella quale Leone XIII scriveva con tanta convinzione della necessità e dei vantaggi individuali e sociali delle opere eucaristiche.

    Un’altra causa dell’eccellente esito di questo Congresso si deve ricercare nella ammirabile crociata di preghiere organizzata in Namur e in tutto il Belgio dallo zelante vescovo diocesano, mons. Heylen. Prima dell’inizio della grande assemblea internazionale, Namur fu teatro di due imponenti manifestazioni. Anzitutto il pellegrinaggio di quattromila giovani cattolici che giunsero alla Cattedrale di Namur il 16 luglio 1902 pieni di fede e desiderosi di contribuire ad un evento tanto significativo. La settimana successiva il pellegrinaggio dell’Adorazione notturna di Bruxelles, guidata dal suo direttore il p. Durand.

    Però, coloro che più si impegnarono nella preghiera affinché dal cielo scendessero abbondanti benedizioni sul Congresso furono i bambini del Belgio e di tutto il mondo a cui lo stesso padre Durand, conosciuto come l’infaticabile apostolo dei fanciulli, aveva indirizzato una lettera circolare invitando ad organizzò una“Crociata” di preghiera.

    Il Congresso si aprì nel pomeriggio del 3 settembre con l'accoglienza del legato pontificio, il Cardinale Goossens, Arcivescovo di Malines. Il suo arrivo fu salutato da una folla festante e dalle autorità cittadine. Una volta che il corteo fu giunto in Cattedrale, il Cardinale si rivolse alla folla esprimendo la speranza che i frutti del Congresso potessero essere abbondanti per la diocesi , per il Belgio e per il mondo intero.

    Al Congresso erano presenti 18 arcivescovi e vescovi oltre al Cardinale Legato. La distribuzione delle sessioni era la seguente: insegnamento eucaristico, pietà e culto eucaristico, opere eucaristiche, sezione sacerdotale, sezione femminili, sezione giovanile.

    La giornata dei congressisti iniziava con la santa Messa nelle chiese cittadine tenuta da uno dei tanti Vescovi presenti.
Le Assemblee Generali così come le altre sessioni particolari si tennero nel Collegio dei gesuiti. Ogni sera, al calar del sole, tutti si radunavano per la benedizione del Santissimo Sacramento nella Cattedrale e per ascoltare gli ispirati sermoni dei più eminenti oratori.

    L’adorazione quotidiana si teneva nella chiesa di San Giovanni Battista, le cui origini risalgono ai primi secoli dell’era cristiana. Iniziava alle 5 e mezzo del mattino fino alle 17. L’Adorazione notturna prendeva avvio alle nove e continuava fino alla Messa del mattino. Bisogna dire che pochi altri Congressi hanno superato Namur per quanto riguarda l’adorazione notturna.

    Tra gli oratori che presero la parola al Congresso figuravano  i più celebri e i discorsi da essi pronunciati  nelle distinte sezioni proiettarono nuova luce  sopra l’Eucaristia. Li stavano il p. Etourneau, O.P:, predicatore di Notre Dame di Parigi; il p. Lesmius, superiore dei Missionari di Montmartre; Goffredo Kurth, storico di fama mondiale e il singor Woeste, ministro del governo.

    Quest’ultimo fu accompagnato fino alla tribuna da una formidabile ovazione  con la quale i suoi concittadini vollero omaggiare il loro grande leader, l’eminente parlamentare, il difensore impavido dei diritti della Chiesa. In un disocrso di grande respiro e con una eloquenza comunicativa spiegò il profondo significato di un Congresso Eucaristico  il cui fine è quello di rianimare la vita religiosa degli individui e dei popoli.

    Mons. Remeau, vescovo di Anger, uno dei più grandi esponenti dell’eloquenza sacra del tempo, la cui voce risuonava in tanti congressi cattolici, stabilì un mirabile paragone tra l’Eucaristia e il Papato , indicando i punti di somiglianza che esistono tra queste due realtà nate entrambe dal cuore di Dio.

    Nella terza assemblea generale prese la parola il signore Kurth che presentò l’Eucaristia come la fonte della vita soprannaturale e dell’energia morale. I ripetuti applausi della moltitudine accompagnarono incessantemente l’oratore quando indicò il ruolo sociale dell’Eucaristia: «Abbattere le barriere innalzate dall’empietà degli uni e dalla cecità degli altri, tra Gesù Cristo e il mondo operaio e attrarre la moltitudine alla Santa Comunione, cosa che molti hanno dimenticato. Poiché nel gesto di fare la comunione si attua, in modo eminente, la riconciliazione delle classi sociali e la perfetta fraternità dei cuori. Di tutti i banchetti festivi preparati per il mondo moderno, questo è l’unico in cui tutti, senza eccezioni, possono prendere posto e dove non c’è differenza alcuna tra il povero e il ricco, tra l’operai e il padrone. Ricevendo la comunione si costruisce il trono dell’uguaglianza umana e, per così dire, la prefigurazione della società futura, se questa saprà conformarsi alla legge della perfezione e realizzare il suo ideale che è il Regno di Dio». Questa parole pronunciate da un laico  credente furono accolte da tutti con prolungati applausi, segno  che i cuori di tutti i presenti palpitavano  all’unisono con il cuore dell’illustre storico belga.

    Sviluppando un tema identico, padre Etourneau cantò le glorie dell’Eucaristia che considerava da una parte come l’augusto segno dell’ammirabile bontà di Dio e d’altra parte come il centro generatore di una grande unità, come il cemento divino di una perfetta fraternità tra gli individui e tra i popoli.

    In una delle sessioni per i giovani, il canonico Fierens dell’abbazia di Tongerloo, sviluppò l’idea della liturgia come fonte della vita spirituale della gioventù. Ed espose dettagliatamente dei suggerimenti pratici sul modo migliore di utilizzare le preghiere ufficiali della Chiesa nell’esercizio delle devozioni private invitando ad utilizzare senza paura le traduzioni allora esistenti del Messale e del Breviario. Tutto ciò non suscitò grande entusiasmo tra i giovani, ma bisognerà ricordare che il rinnovamento liturgico, iniziato e portato avanti dai Benedettini, specialmente dai benedettini belgi di Maredsous, era soltanto agli inizi.

    La processione di chiusura del Congresso  fu uno spettacolo grandioso mai visto in quella città belga. Per farsi un’idea dell’affluenza dei fedeli e dei Congressisti desiderosi di assistere a quell’imponente manifestazione  in onore di Gesù Sacramentato, basti dire che in quel giorno giunsero a Namur settantadue treni speciali per supplire la carenza de treni ordinari, incapaci di mobilitare in poco tempo una moltitudine così grande.

    Venti vescovi precedevano il Santissimo Sacramento portato successivamente da Mons. Granito di Belmonte, Nunzio pontificio, e dal Cardinal Legato. Più di trentamila uomini sfilarono in quella processione che lasciò ricordi incancellabili in tutti coloro che avevano abbandonato per alcuni giorni la oro patria e le loro case per assistere al trionfo del Sacramento in terra belga.

 

Nella foto: La città di Namur.

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Profilo

    Il primo Comitato permanente per i Congressi Eucaristici Internazionali è nato in Francia nella primavera del 1881 con la benedizione di Leone XIII. Esso raccoglieva i frutti dell’apostolato di san Pierre-Julien Eymard, «apostolo... Continua


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