TESTA.BARCELL

 

35. BARCELLONA (Spagna) dal 27 maggio al 1° giugno 1952.

Organizzato da: Mons. Gregorio Montego Casáus, Arcivescovo di Barcellona.

Presidente: Legato Pontificio Cardinale Federico Tedeschini e Mons. Gregorio Montego Casáus.

Segretari generali: Don Isidro Gomá Civit, Rev. Angel Fábrega Grau.

Tema degli studi:

"Ipse est pax nostra". L'Eucaristia e la pace.

    L’onore di ospitare il 35° Congresso Eucaristico Internazionale che riprendeva, dopo la guerra, la lunga serie di queste straordinarie riunioni, toccò alla Spagna e più precisamente alla città di Barcellona. Così, nonostante il parziale isolamento politico e il blocco diplomatico, la Spagna si trovò proiettata sul palcoscenico di uno degli eventi più importanti nella vita internazionale della Chiesa, certo il più importante dopo la celebrazione romana dell’Anno Santo del 1950. Con questa profonda soddisfazione tutto il popolo spagnolo collaborò per preparare il Congresso, quasi a rifarsi di quel che non aveva potuto mostrare in occasione del Giubileo.

    La scelta di Barcellona come sede del Congresso fu particolarmente felice sia per la sua vicinanza alla frontiera, sia per la caratteristica urbana della città, con luoghi adeguati al concentrarsi di masse. Inoltre, Barcellona era stata una delle città che più avevano sofferto durante la “guerra civile” e per questo era degna di segnare la ripresa dei Congressi Eucaristici Internazionali, interrottasi nella città di Budapest. Barcellona si presentava in tal modo come una speranza di risurrezione. Inoltre le capacità dei catalani, la loro tenacia nel lavoro, la loro capacità organizzativa insieme con la loro prosperità economica, risposero in pieno alle speranze concepite.

    Tutta la città si unì al Congresso conferendo alle varie celebrazioni una straordinaria grandezza. Per l’occasione, tutti si prodigarono nell'ospitalità o, almeno, si prestarono con benevola pazienza alla riuscita dell’evento.

    Il lavoro di preparazione fu enorme. L’Arcivescovo di Barcellona, mons. Gregorio Modrego Casàus, si assunse il compito di organizzare il Congresso in un lasso di tempo relativamente breve; ma, sorretto da un poderoso comitato locale, realizzò un programma davvero notevole che diede risultati straordinari.

    Avvicinandosi la data d'inaugurazione, cominciarono ad affluire le iscrizioni dei paesi partecipanti e dei singoli stranieri desiderosi di assistervi; ci furono notizie di piroscafi diretti a Barcellona dall'Argentina, da Nuova York, e perfino dal Canada e dall' Asia ... Con i partecipanti europei, infine, si ebbe un vero affollamento alle frontiere e ai porti spagnoli da parte d'innumerevoli pellegrini provenienti da sessantaquattro nazioni, con ai primi posti la Francia, gli Stati Uniti, l'Italia e l'Irlanda.

    Infine ci fu la peregrinazione di tutta la Spagna verso Barcellona: su tutte le strade, su tutte le linee ferroviarie nei giorni immediatamente precedenti l'apertura del Congresso, risuonò il passo d’innumerevoli pellegrini, il cui esatto numero è impossibile da contare. Per l’occasione si fece ricorso ad ogni mezzo di trasporto per cielo, per mare e per terra. Si parlò, allora, del raddoppio della popolazione di Barcellona (a quel tempo di un milione e mezzo d'abitanti) specialmente per la solenne chiusura del Congresso. Di certo, tutta la Spagna si fece presente, dal capo dello Stato con tutto il governo, fino alle classi più umili.

L’arrivo del Cardinale Legato

    Il 27 maggio la città di Barcellona accolse con tutto l'entusiasmo ed il fervore di cui era capace, il Legato Pontificio Cardinal Tedeschini. L'immensa moltitudine che si ammassò quella sera nella Plaza de la Paz e lungo tutto il tragitto fino alla cattedrale, colpì di meraviglia lo stesso Legato, che pur conosceva da lunga data il carattere e i pregi dell'animo spagnolo. E più ancora lo commossero le acclamazioni interminabili di «Viva il Papa! », che da allora in poi sarebbero continuate durante tutto il Congresso. Con la lettura della bolla pontificia ed il primo discorso del Cardinal Legato, venne ufficialmente aperto il 35° Congresso Eucaristico Internazionale.

    Il giorno 28, con la solenne partecipazione attiva del capo dello Stato e di tutto il suo governo, ebbero infine inizio le giornate di studio, di preghiera e di carità che sarebbero poi terminate nella Piazza Pio XII con la parola e la benedizione apostolica del Santo Padre.

    Seguendo la tradizione ormai codificata dei Congressi Eucaristici si predispose un tema centrale di studio: L'Eucaristia e la Pace. Tale tema, variamente coniugato, contrassegnò i giorni del Congresso: il 28, L'Eucaristia e la pace familiare; il 29, L'Eucaristia e la pace individuale e sociale; il 30, L'Eucaristia e la pace internazionale; e il 31, L'Eucaristia e la pace ecclesiastica; temi tutti che determinarono anche alcune delle manifestazioni fondamentali di ogni giorno.

    Particolarmente significativo fu il lavoro di studio del Congresso. Più di 600 argomenti, di carattere diversissimo fra loro, erano pervenuti all’organizzazione. Le sessioni internazionali si divisero così in due parti: la prima si occupò delle sezioni speciali; la seconda organizzò le riunioni generali nell'aula magna dell'Università. Queste ultime destarono grande interesse anche per la presenza di oratori ufficiali di vasta risonanza nel mondo culturale ed intellettuale, quali: il p. Garrigou-Lagrange (La valeur infinie du sacrifice de la messe et la célébration quotidienne des messes pour la pacification du monde); il p. Agostino Bea (L’idea della pace nel Vecchio Testamento); il dr. don Lorenzo Riber (Las primitivas sinaxis cristianas, forja de martires y la exultante paz de Cristo); il dr. Pio Parsch (A coloro cui desti la fede, dà anche la pace).

    Ogni riunione generale, presieduta da un cardinale, terminava con allocuzione del porporato. Per la prima volta in un Congresso Eucaristico Internazionale, inoltre, venne predisposto un sistema di traduzione simultanea delle conferenze che rese possibile ascoltare, a scelta, la traduzione dell'oratore di turno nelle lingue spagnola, francese, tedesca, inglese o italiana.

Lo svolgimento del Congresso

    Nello svolgimento del Congresso, ogni giorno presentava una nota dominante degna di rilievo. Il 28 maggio, giorno dedicato alla «pace familiare», offrì una commovente manifestazione serale svoltasi nella Piazza Pio XII, in cui si riunirono circa 200 mila persone, fra padri di famiglia, giovani e bambini. A varie voci fu letta la consacrazione delle famiglie a Gesù Sacramentato. Il giorno 29 maggio vide riunirsi nella basilica di S. Maria del Mare il mondo dei lavoratori ed agricoltori, per assistere ad un solenne pontificale celebrata per la pace sociale. Il giorno 30 maggio tutta la città assisté al silenzioso continuo andirivieni di centinaia di sacerdoti che recavano il Viatico al capezzale dei moltissimi infermi. Per tutto quel giorno, l'abituale traffico cedette il posto alle processioni che scortavano il cammino del SS.mo Sacramento. Poi vi fu una solenne riunione di carattere internazionale sulla pace, cui parteciparono il ministro degli Affari Esteri spagnolo, vari Arcivescovi e Vescovi ed il Legato di Sua Santità.

    Il giorno 31 maggio ebbe come manifestazione particolare, una solennissima sessione accademica tenutasi nella splendida Sala de fiestas del Palazzo Nazionale, alla presenza di circa 10.000 persone, fra cui insigni rappresentanti del sapere, come don José Maria Pemàn, della Reale Accademia, che pronunciò un brillante discorso per dichiarare che cosa significa l'Eucaristia per il popolo spagnolo e, in generale, per tutte le anime cristiane. Parlò quindi, don Esteban Bilbao, presidente delle Cortes e del Consiglio di Stato, che, a sua volta esaltò il mistero eucaristico, ricollegandolo col fervido attaccamento alla Santa Sede. Infine il Cardinal Legato, dirigendosi in particolar modo agli spagnoli, manifestò la profonda commozione che l'aveva toccato fin dai primi istanti del suo arrivo in Spagna.

    Insieme con queste manifestazioni di carattere ufficiale, ve ne furono molte altre minori ma non meno significative. Per citarne solo alcune si ebbero: la riunione dei dirigenti dell'apostolato laico del paesi di lingua spagnola e portoghese; le giornate internazionali di carità; la riunione internazionale dell'apostolato femminile; la riunione della federazione internazionale dei giovani cattolici; la riunione internazionale della gioventù cattolica femminili; la giornata di studiò della confederazione ibero americana degli universitari cattolici, le conversazioni sociali internazionali; la seconda assemblea della federazione internazionale degli uomini cattolici celebrata in Madrid al termine del Congresso; l'assemblea internazionale delle Marias de los Sagrarios; l'assemblea internazionale degli adoratori notturni; l'assemblea internazionale delle Conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli; la seconda assemblea mondiale eucaristica esperantista.

Le manifestazioni straordinarie

    Passando a parlare delle manifestazioni straordinarie si ricorderanno anzitutto quelle artistiche. Durante il Congresso vennero, infatti, allestite varie mostre ed esposizioni fra cui si segnalò quella sull'arte eucaristica antica e moderna che diventò uno dei più incredibili successi del Congresso di Barcellona. Più di cinquecentomila persone, in pochi giorni, passarono dinanzi alle vetrine sistemate nella cappella di Sant'Agata e nel Salone del Tinell per dare almeno uno sguardo a tesori inestimabili d'arte, di storia, e di pietà religiosa. Vi erano esposte in quella mostra, non soltanto la meravigliosa “custodia de Toledo” - sufficiente da sola a suscitare stupore ed entusiasmo – ma opere insigni provenienti da cattedrali famose, quali quelle di Salamanca e Saragozza, nonché da parrocchie antichissime di piccoli paesi spagnoli, quali quelle di Undués nell' Aragona. Né mancavano curiosità storiche come il Cristo-Sagrario delle Descalzas Reales di Madrid, il reliquario di Daroca, o preziosi calici e patene di epoche antiche; tappeti, dossali, statue... una raccolta di cose d'arte e di storia che mai più si potrà rivedere insieme e sufficiente, questa da sola, a giustificare l'afflusso di curiosi, devoti o intenditori da ogni parte del mondo.

    Delle manifestazioni artistiche ricordiamo almeno la rappresentazione dell'Atto Sacramentale di Calderón de la Barca El pleito, matrimonial del cuerpo y del alma, apprestato per tre serate consecutive nel piazzale della Sagrada Familia. Anche in quest’occasione i risultati superarono ogni aspettativa. Dalle quindici alle ventimila persone vi assistettero ogni sera, godendosi uno spettacolo veramente suggestivo, in una temperatura gradevole, con splendida visibilità ed acustica perfetta.

    Infine, nei giorni del Congresso, si poté godere la sfarzosa illuminazione nottirna di Barcellona. Ad attirare l’attenzione dei pellegrini convenuti era il Palazzo Nazionale, residenza del Legato Pontificio, con la sua cortina di acqua luminosa, e la fontana de las luces, fantastico susseguirsi di zampilli d'acqua, di boschetti e fragorose cascate, di nuvole e soffi di spuma, il tutto allietato da impensati effetti di luce. La Cattedrale, poi, con le sue enormi vetrate illuminate, e il tempio della Sagrada Familia, sembravano gioielli notturni in una città fatta di luce. Il tutto costituiva uno spettacolo grandioso che, abbracciato panoramicamente dall'alto del Monjuich o dal Tibidabo, sorprendeva ogni spettatore. La città illuminata fin negli ultimi e più lontani dei suoi barrios con tutte le case, anche le più umili, addobbate ed ornate con emblemi religiosi, fu la prova più manifesta della partecipazione totale ed entusiasta di Barcellona al Congresso.

    Nel grandioso Palau de la Música, esempio straordinario del modernismo catalano, il giorno 31 maggio, si tenne la tornata poetica sull'Eucaristia. Delle 1.233 composizioni presentate in varie lingue ne furono premiate sette, fra le quali una in cinese, una in tedesco ed una in inglese; Paul Claudel tenne poi un mirabile discorso, interpretazione poetica e cristiana, della natura a lode di Dio.

    Riguardo alle manifestazioni straordinarie, bisogna accennare anche alle solennità liturgiche tenutesi in rito orientale ogni giorno ed alle infinite celebrazioni liturgiche tenute nelle chiese di tutta Barcellona con grande fervore. Furono proprio queste celebrazioni a dare il tono religioso a tutto il Congresso: migliaia di persone d'ogni lingua e nazione parteciparono all’Eucaristia, cantarono nelle varie processioni, vissero momenti di adorazione, vegliarono intere notti davanti al Sacramento.

Appuntamenti straordinari

    Le manifestazioni più importanti del Congresso si svolsero tutte nella monumentale Piazza Pio XII, appositamente creata e predisposta per contenere tutti i fedeli che si prevedevano. Vi troneggiava nel centro uno splendido altare, di linee modernissime e sobrie, ma che, grazie ad una illuminazione molto bene studiata, assunse un aspetto grandioso e splendido. Di là si dipartiva una vasta rete di altoparlanti installati in tutta la città con una rete di 62 chilometri di filo elettrico.

    Particolare rilievo assunse la Comunione generale per gli uomini che si tenne nella notte dal 29 al 30 maggio e la loro commovente testimonianza di fede. Per tutta la sera del 29, Barcellona fu come trasformata in un immenso confessionale, cui affluivano a fiumane di uomini. A sera, una specie di “valanga” umana cominciò a muoversi lungo l'Avenida del Generalisimo verso la Piazza di Pio XII e ad addensarsi intorno all'altare; centinaia di sacerdoti in tutte le lingue, celebrarono il sacramento della Riconciliazione. Poi, il famoso predicatore italiano p. Lombardi, venuto appositamente da Roma, tenne un fervente discorso sull’amore di Cristo. Con parola semplice e profonda egli preparò i presenti alla Messa celebrata poi dal cardinale Gilroy. Al momento opportuno, alla luce delle fiaccole, una maestosa teoria di pissidi si partì dall'altare per penetrare in quella marea d'uomini e distribuire l’Eucaristia.

    Unico esempio nella storia dei Congressi e che rimarrà per sempre legato al Congresso di Barcellona, fu la straordinaria ordinazione sacerdotale conferita nello stadio di Montjuich. Sul terreno, a circa dieci metri dai margini della pista erano stati collocati ventuno altari uguali, rivolti al centro del campo sportivo. In ciascuno un arcivescovo amministrava il sacramento del presbiterato a gruppi di diaconi, per un totale di 810 novelli 'sacerdoti. Presiedeva il Cardinale Legato, circondato dai cardinali Griffin, Guevara e de Barros mentre in tribune apposite, assistevano circa 150 tra Arcivescovi e Vescovi oltre alle più alte autorità civili. Nello stadio che aveva quasi raddoppiato la sua capienza, erano stipate oltre 110 mila persone. Quella celebrazione, come ebbe a dire poi il Cardinale Legato, sarebbe stato il ricordo più duraturo del Congresso.

    Durante il Congresso si distinsero altre due manifestazioni, celebratesi nell’Avenida de Maria Cristina dinanzi alla residenza del Legato. L'una si ebbe la sera del giovedì 29 maggio e fu un omaggio reso dai lavoratori a Gesù Sacramentato. Agli astanti si rivolse il cardinale di Toledo esaltando la dignità della persona umana mentre il cardinale Spellmann si soffermò sul dilemma «comunione o comunismo». L’incontro culminò con la benedizione eucaristica data dallo stesso cardinale statunitense.

    L'altra seguì il mattino dopo, nel medesimo posto, e fu l'omaggio dell'esercito all'Eucaristia. Per compierlo erano confluiti 5.000 uomini della guarnigione di Barcellona, e 3.000 dalle altre regioni della Spagna. Contemporaneamente, nella Piazza Pio XII, gli sportivi tributarono pubblica onoranza al SS.mo Sacramento con il loro stile caratteristico.

Le celebrazioni di chiusura

    Le celebrazioni di chiusura risultarono superiori ad ogni aspettativa. Alla Messa pontificale officiata dal Cardinale Legato assistette, in apposita tribuna, il generalissimo Franco, con la famiglia e l'intero governo spagnolo che per l’occasione aveva emanato un largo decreto di amnistia per oltre diecimila detenuti.

    Intorno al Cardinal Legato v'erano i dodici cardinali partecipanti al Congresso e circa trecento alti prelati che fronteggiavano l'immensa moltitudine dei fedeli, oltre mezzo milione di persone. All'imponente coro liturgico di 50.000 voci faceva devoto dialogo l'imponente massa corale del popolo. La devota e densa omelia del Cardinal Legato, la consacrazione ufficiale della Spagna a Gesù sacramentato fatta dalla suprema rappresentanza politica in persona, il solenne silenzio dell'enorme moltitudine durante la consacrazione, la benedizione papale alla fine, e da ultimo il deflusso grandioso di quella marea umana, che si mosse ad inondare per ore ed ore le strade di Barcellona, per convergere poi verso la maestosa Avenida del Generalisimo, tutto contribuì a preparare i fedeli per la processione finale svoltasi a sera.

    Poiché a questa processione sembrava volesse partecipare tutta Barcellona insieme coi congressisti, vi furono ammesse solo alcune rappresentanze caratteristiche oltre a tutto il clero, seguito dai protonotari in abito corale, dalla lunga serie di vescovi, infine dal Santissimo Sacramento collocato nel celeberrimo ostensorio della cattedrale di Toledo ai cui piedi stava genuflesso il Cardinal Legato. Dietro all’Eucaristia scortata dall’esercito, veniva il Capo dello Stato con tutti i membri del governo, recanti ognuno la fiaccola accesa.

    Quando il carro giunse all'altare scendeva la notte. In un profondissimo silenzio, inondato di luce bianchissima, il Santissimo fu trasportato dal carro all'altare; allora, il Cardinal Legato intonò il Te Deum e il Tantum Ergo: e poi il Legato impartì la benedizione eucaristica. Al termine il Papa, preceduto dal festoso scampanio e dalla nota voce della Radio Vaticana, diresse ai presenti la sua parola assicurando, tra l’altro, che il 35° Congresso Internazionale Eucaristico sarebbe passato nel libro d'oro dei più grandi avvenimenti eucaristici, e con esso la Spagna e Barcellona.

    Soddisfatto del pubblico omaggio reso a Gesù sacramentato, il Papa additava poi la grande adunata come esempio a tutto il mondo perché comprendesse dove effettivamente si trovi la vera fonte della pace individuale, familiare, sociale ed internazionale.

Nella foto di testa: la celebrazione finale del Congresso in Piazza Pio XII. A destra si intravede l'altare sormontato da una grande croce luminosa.

CEBU-FLAGN

Profilo

    Il primo Comitato permanente per i Congressi Eucaristici Internazionali è nato in Francia nella primavera del 1881 con la benedizione di Leone XIII. Esso raccoglieva i frutti dell’apostolato di san Pierre-Julien Eymard, «apostolo... Continua


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