ANGOULEME.CAPO

 

15. ANGOULÊME (Francia) dal 20 al 24 luglio 1904.

Organizzato da: Mons. Ricard, vescovo di Angoulême.

Presidenti: Cardinale Lecot Arcivescovo di Bordeaux e di Mons. Heylen.

Segretario generale: Paul de Pèlerin con il rev. Esther Bouquerel segretario aggiunto.

Tema degli studi:

Insegnamento, culto e devozione eucaristica; la comunione precoce e frequente;

l’Eucaristia nella regione della Charentes e nel Sud-Ovest della Francia.

 

    Dal punto di vista dell’esteriorità e dello sfarzo, il Congresso tenutosi ad Angoulême  si presentò forse come il meno impressionante tra quelli celebrati fino ad allora. A molti parve temeraria la convocazione di un Congresso Eucaristico in una città di appena 40 mila abitanti nella quale l’eresia calvinista aveva prodotto non pochi danni. Inoltre il luogo, collocato nella parte sud-occidentale della Francia, era di difficile accesso, con poche attrazioni e con la difficoltà di convenienti alloggi per i pellegrini. Ma i frutti abbondanti che esso produsse giustificarono ampiamente l’audacia del suo vescovo nell’accettare la designazione fatta dal Comitato permanente.

    Fu il primo dei Congressi Eucaristici Internazionali dopo l’elezione al soglio pontificio di Pio X che, come Patriarca di Venezia, aveva più volte incoraggiatola loro celebrazione. Nella lettera scritta l’11 maggio 1904 al vescovo mons. Joseph Francis Richard, il papa ricordava con paterna sollecitudine la necessità di promuovere il culto del SS.mo Sacramento in tutto il mondo. E assicurava che gli occhi dei fedeli cattolici erano fissati sulla città francese nella speranza di cogliere «un esempio da imitare e ricevere un incoraggiamento per crescere nella virtù. Poiché la grazia del Congresso Eucaristico dev’essere tanto stimata che gli uomini che ne sono toccati siano resi migliori e non possano più ormai meritare alcun rimprovero su questo punto capitale del culto cristiano. Quanto a coloro che osano mostrarsi ostili all’Eucaristia, date loro l’esempio del senso religioso, dell’unanimità nella carità nelle parole e nelle opere; e poi attirate molte anime per testimoniare la loro venerazione al Santo Sacramento e per amare quest alimento divino. Se voi avrete questo scopo nel Congresso e se, prima di tutto, domandate a Dio di assistervi da quell’altare dove per amore egli resta nascosto sotto le sante specie, senza alcun dubbio i lavori del vostro Congresso saranno fecondi».

    Inutile dire che queste parole ardenti del Santo Padre ispirarono il vescovo di Angouleme in vista di una accurata preparazione del Congresso. Egli stabilì un comitato con i più eminenti laici del luogo ed inviò una lettera a tutti i suoi fedeli affinché la celebrazione del Congresso Eucaristico fosse preparata con la preghiera, il digiuno e l’elemosina.

    Insieme con mons. Heylen, vescovo di Namur e presidente del Comitato Permanente, stabilì le quattro sessioni del Congresso: l'insegnamento eucaristico; il culto eucaristico (Adorazione, Messa, Comunione, ecc.); le devozioni eucaristiche (Confraternite, associazioni di adoratori, primo venerdì del mese, ecc.); l'Eucaristia nella storia e nell’arte. Altre sessioni particolari furono organizzate per i sacerdoti, le donne, la questione sociale.

    Inoltre il vescovo impegnò i bambini della diocesi in una crociata di preghiera. Nella cerimonia di apertura del Congresso uno di questi offrì un “bouquet” si 35 mila atti di pietà per il successo del Congresso. Dall’ardore di un solo fanciullo si può capire con quale entusiasmo fu accolta l’iniziativa.
    Il Congresso fu solennemente aperto la sera del 20 luglio in una cattedrale gremita all’inverosimile, alla presenza di molti vescovi tra cui il cardinale Lecot, Arcivescovo di Bordeaux, e mons. Haggar, Arcivescovo Greco-Melchita di Palestina. Prendendo spunto dalle parole: «Venite adoriamo», mons. Richard predicò con un fervore che sciolse il cuore dei congressisti.

    Grande fu la partecipazione di sacerdoti e fedeli. Durante il Congresso, ogni mattina numerose Messe erano celebrate in varie chiese della città e, nell’occasione, il numero delle Comunioni superò ogni record. In cattedrale, la celebrazione del mattino venne animata quotidianamente da p. Tesnière che con la sua eloquenza comunicativa e la sua profondità teologica considerò successivamente Gesù Cristo nell’Eucaristia come vittima dei crimini del mondo, come cibo celeste della vita delle anime, amico sempre presente al lato dei fedeli per consolare e fortificare nel momento del sacrificio e della lotta.

    In contemporanea con il Congresso Eucaristico si tenne il Convegno dell’Associazione delle Dame catechiste cui presero parte più di 600 donne sottola presidenza di Mons. Odelin, vicario generale di Parigi. In quelle riunioni si studiarono principalmente l’insegnamento del catechismo in famiglia, la pubblicazione di un manule per facilitare questo insegnamento e l fondazione di una rivista catechistica mensile. All’importante convegno della Gioventù Cattolica suscitarono grande entusiasmo  gli interventi di Jean Leroy e di Marc Sagnier, che sarebbero poi diventati i campioni dell’Action Française.

    Le sessioni di studio risultarono realmente interessanti poiché seppero unire le riflessioni illuminanti con le indicazioni pratiche. Tra le relazioni della prima sezione basterà qui ricordare una riflessione sull’enciclica Mirae caritatis di Leone XIII che aveva segnato un punto di svolta nella
risveglio eucaristico; una lunga conferenza sulla propaganda eucaristica con ben sei liste di libri, riviste ed opuscoli dedicati all’Eucaristia; interventi sui metodi catechistici per impartire ai fanciulli le verità della fede o per rendere più interessanti le omelie e l’insegnamento cristiano; infine l’accento posto sulle missioni parrocchiali con l’attenzione ad una più frequente predicazione sul Vangelo.

    Nella sezione dedicata al culto eucaristico trovarono posto gli interventi di numerose associazioni dedicate alle più diverse opere eucaristiche. La relazione più suggestiva fu forse quella letta dal conte Henry de Saint Pern sul rapporto tra “La gioventù cattolica e il culto eucaristico” in cui egli ammise francamente l’allontanamento dei giovani dalla Chiesa dopo la prima comunione e mostrò come questo esito funesto potesse essere evitato attraverso l’influenza personale dei sacerdoti ed una più frequente predicazione su temi eucaristici. Le sue parole furono accolte positivamente da tutti i presenti mostrando così che il problema era fortemente sentito.

    Nella terza sezione molte delle associazioni eucaristiche che erano venute moltiplicandosi in Francia fin dall’inizio dei Congressi Eucaristici Internazionali, presentarono i loro rapporti e le statistiche dei loro progressi. Non mancarono interventi per segnalare la devozione al Santissimo Sacramento tra i nuovi convertiti cristiani dell'Africa equatoriale, del Madagascar e di Maiorca, sostenendo che l’opera dei missionari per “sottomettere i selvaggi a Cristo e alla civiltà” molto dipendeva dall’attrazione del Tabernacolo.

    La quarta sezione offrì infine numerose informazioni per quanto riguarda la devozione del Santissimo Sacramento nel sud della Francia ed i miracoli eucaristici di Muet (1461), Pressace (1642) e Bordeaux (1822).

    Nelle sezioni particolari si esaminarono con serietà altri temi specifici come “Le donne e l’Eucaristia”, “L'Eucaristia e la sua dimensione sociale”, “L’Eucaristia e cattolicesimo”.

    Domenica 24 luglio fu il giorno del trionfo dell’Eucaristia. L’opposizione delle autorità dipartimentali che applicarono pedissequamente il suggerimento ricevuto dal governo di Parigi, pregiudicò non poco la solennità della processione finale del Santissimo Sacramento dovette essere contenuta tra le mura del giardino dell’episcopio. Tuttavia questa mancanza fu largamente compensata dalla intensa pietà dei partecipanti.

    Il Congresso fu concluso dal vibrante appello dell’oratore domenicano p. Janvier – successore di Lacordaire e Monsabré sul pulpito di Notre-Dame – che infiammò d’amore il cuore dei presenti per il “Cristo nascosto”.

 

Nella foto: La cattedrale di Angoulême.

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Profilo

    Il primo Comitato permanente per i Congressi Eucaristici Internazionali è nato in Francia nella primavera del 1881 con la benedizione di Leone XIII. Esso raccoglieva i frutti dell’apostolato di san Pierre-Julien Eymard, «apostolo... Continua


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