TESTA.QUEBEC

 

49. QUÉBEC (Canada) dal 15 al 22 giugno 2008.

Presidente: Cardinal Marc Ouellet, Arcivescovo di Québec.

Segretari generali: Mons. Jean Pichere e Suor Doris Lamontaigne.

Legato Pontificio: Cardinal Josef Tomko.

Tema:

L’Eucaristia: dono di Dio per la vita del mondo

 

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Una celebrazione quotidiana del'Eucaristia nella Cité Eucharistique

 

"Dono di Dio" per il Canada

    Il 49° Congresso eucaristico internazionale si è celebrato nella città di Quebec, capitale dell’omonima provincia canadese, nel quattrocentesimo anniversario della sua fondazione. Accanto allo sperone roccioso elevato al di sopra del maestoso San Lorenzo, nel luglio 1608 prese terra Samuel de Champlain, a bordo del vascello “Dono di Dio”. In quel luogo – chiamato Kebec dagli algonchini (= “dove il fiume si restringe”) – l’esploratore francese gettò le basi di quella che sarebbe poi diventata la prima colonia francese stabile in America del Nord.

    Il primo insediamento – una stazione per il commercio delle pellicce, un pugno di case di pietra radunate intorno alla piccola chiesa di Notre-Dame des Victoires – popolato nel corso dei decenni successivi e fortificato con cura, divenne capitale della colonia della Nouvelle France fino a quando – in seguito alla vittoria inglese nella battaglia de Le Plaines d’Abraham il 13 settembre 1759 – il territorio entrò nell’orbita dell’impero britannico.

    È stato papa Giovanni Paolo II a scegliere Québec come terra d’accoglienza per questo Congresso eucaristico. La città conta oggi circa mezzo milione di abitanti ed accoglie ogni anno migliaia di visitatori attirati dalla grandiosità della natura e dalla sua originalità architettonica che le hanno valso l’inserimento nel patrimonio mondiale protetto dall’Unesco.

    La coincidenza temporale con il 400° anniversario della fondazione della città, ha permesso al 49° Cei di entrare, a piena ragione, nel novero degli eventi che hanno fatto del 2008 un anno eccezionale per questa città, culla della civiltà francese in America e punto di partenza per le esplorazioni e l’evangelizzazione del continente.

    Proprio qui, l’arrivo di coloni francesi dalla fede profonda, segnò gli inizi della Chiesa cattolica nel Nord America. I primi immigrati furono ben presto raggiunti dai missionari Recolletti nel 1615 e dai Gesuiti nel 1625. Suore Orsoline e Agostiniane, con altre congregazioni femminili, si fecero carico degli ospedali e delle scuole a partire dal 1639. La presenza cristiana nella Nouvelle France fu rafforzata dalla nomina del primo vescovo di Quebec, François de Laval, 350 anni or sono, nel 1658. Lungo più di tre secoli la fede cristiana e l’identità nazionale si sono, così, compenetrate profondamente trasformando il Quebec in un Paese cattolico. Ancora oggi, le testimonianze di quella profonda vita di fede sono dispiegate un po’ dappertutto. Che si muova via terra o sull’acqua, il viaggiatore si imbatte in una serie ininterrotta di antiche chiese e venerande cappelle, di croci che segnano le strade, di una teoria ininterrotta di paesi dal nome di santi che, sulle carte geografiche, formano vere e proprie litanie.

    Negli ultimi decenni, tuttavia, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, questa alleanza tra fede cristiana e popolo – alleanza che ha costituito l’ossatura del Paese – si è dissolta inesorabilmente a causa della cosiddetta “rivoluzione tranquilla” che ha secolarizzato la società e la Chiesa trascinando con sé una disorientante crisi della famiglia e dell’educazione. Le chiese parrocchiali si sono vuotate e nelle città sono state sostituite dalle “Chiese nazionali” formate da immigrati che, di domenica in domenica, si radunano per celebrare nella propria lingua. La Chiesa dà così l’impressione di aver perso la sua connotazione “cattolica” a favore di una infinità di fisionomie linguistiche e culturali sostenute da massicci flussi d’immigrazione. La diagnosi impietosa suggerita dall’arcivescovo di Quebec, il cardinale Ouellet, in una intervista dello scorso febbraio è questa: «La vera malattia di cui soffre la società canadese è la discontinuità con i valori evangelici che l’hanno nutrita fin dalle sue origini».

    Si comprende, così, come il 49° Congresso eucaristico sia stato accolto dalla Chiesa locale come una possibilità per ridare fiducia ai cristiani del Quebec e per riavviare un processo di evangelizzazione interrotto ormai da troppo tempo. Non solo: esso è apparso come il più bel dono fatto dalla Chiesa alla città canadese per ricordare che, nel passato, in questo Paese, la fede cristiana e l’esistenza si sono legate profondamente fino a diventare cultura, e che ancora oggi è possibile dare una testimonianza efficace al Vangelo.

    Spinta dall’appuntamento con questo evento internazionale, la Chiesa del Quebec si è impegnata in uno sforzo di nuova evangelizzazione sviluppatosi attraverso importanti iniziative catechetiche tendenti a riportare i battezzati alle sorgenti della loro fede. Nel Quebec e nelle altre province canadesi, i vescovi hanno organizzata una catechesi diffusa sull’Eucaristia e sul tema del Congresso portata avanti da una maggioranza di catechisti laici. Inoltre si è puntato molto sull’impegno dei giovani da cui è nato, nell’ambito della Montée jeunesse, il simbolo de “l’Arca della Nuova Alleanza” con le sue icone e i suoi riferimenti eucaristici. Questo simbolo, legato esplicitamente al Congresso, ha percorso tutte le regioni del Canada ed ha suscitato, nonostante la sua incongruità, interesse, accoglienza generosa, riscoperta della fede.

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La sede del 49° COngresso Eucaristico Internazionale di Québec

 

"Dono di Dio per la vita del mondo" 

  Sullo sfondo di questa storia e in questo contesto si può meglio comprendere lo sforzo richiesto per preparare il 49° Congresso Eucaristico. Paladino instancabile ne è stato il cardinal Marc Ouellet che, vincendo anche le perplessità della Conferenza episcopale canadese – ancora gravata dai debiti del Wyd di Toronto – si è fatto promotore instancabile dell’avvenimento in patria e presso i diversi episcopati del mondo.

    Questo il tema scelto per la celebrazione del grande evento: «L’Eucaristia, dono di Dio per la vita del mondo». Sviluppato nel documento teologico di base pubblicato in diverse lingue, il tema ha illustrato alcuni aspetti della dottrina eucaristica, soprattutto quello del memoriale del mistero pasquale del Cristo che, collegato alla memoria delle origini cristiane del continente americano, sottolinea il valore dell’Eucaristia nel mondo d’oggi.

    Il primo nucleo del tema congressuale è il mistero eucaristico come “dono di Dio”: Dio dona se stesso al mondo attraverso il Cristo e il Cristo associa a sé in questo dono la Chiesa che diventa così Corpo di Cristo che si offre. Il secondo nucleo, “per la vita del mondo”, mostra che la Chiesa è chiamata a portare nel mondo la vita stessa di Dio, il suo dono d’amore manifestato nell’Eucaristia. Intorno a questi i due poli si è costruita l’esperienza del Congresso canadese, tutto teso a ricercare risposte non solo cultuali ed etiche ma soprattutto sociali e culturali al dono di Dio manifestato nell’Eucaristia.

    Il versante teologico del tema del Congresso illustrato nel documento base è stato, anzitutto, largamente sviluppato nel Symposium international de théologie sur l’Eucharistie tenuto all’Università Laval dall’11 al 13 giugno, Symposium che ha preceduto ed avviato i lavori del grande evento ecclesiale.

    Diretto dallo stesso arcivescovo di Quebec, alla presenza di circa 250 partecipanti, il Symposium si è sviluppato attraverso conferenze magistrali e ateliers organizzati dalla Facoltà di Teologia e Scienze religiose dell’università Laval. Prima università francofona dell’America del Nord, l’Ateneo ha concorso all’organizzazione e al successo di questo avvenimento che si è svolto nel campus della stessa università.

    Degno di nota è stato l’impegno entusiasta dei professori della Facoltà che hanno saputo orientare in modo creativo i dibattiti teologico pastorali suscitati dalle relazioni fondamentali. Tra queste ultime converrà qui ricordare almeno quella del cardinal Angelo Scola su “Incarnazione, mistero pasquale ed Eucaristia” che ha aperto il Symposium; quella dell’archimandrita Job Getcha, dell’Istituto San Sergio di Parigi; quella del cardinal Walter Kasper centrata su “L’ecclesiologia eucaristica, dal Vaticano II all’esortazione Sacramentum caritatis”. Di taglio più pastorale, invece, gli interventi del cardinal O’ Malley, arcivescovo di Boston; di mons. Dabre, vescovo di Vasai (India); di mons. Alberto Giraldo, arcivescovo di Medellin (Colombia). Apprezzate, anche, le brevi comunicazioni del cardinal André Vingt-Trois di Parigi e di mons. Henri Teissier, arcivescovo di Algeri. Negli ateliers di approfondimento si sono segnalati per la loro competenza e la novità del discorso teologico, p. Réal Tremblay (Parole et sacrement), p. Patrick Prétot (Adorer au coer de la cité), Cesare Girando (Pneumatologie en Oriente et en Occident), Thérèse Nadeau-Lacour (Église naissante et Eucaristie).

    Più che in altre occasioni, il Symposium ha permesso di apprezzare la collaborazione intelligente di una facoltà di Teologia che, con le sue strutture logistiche e i suoi professori, ha contribuito ad un approfondimento creativo del tema del Congresso eucaristico

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L'Arca dell'alleanza sulle strade del Canada.

 

La settimana del Congresso

    La settimana conclusiva di celebrazione del 49° Cei ha preso avvio, domenica 15 giugno, all’interno dello spazio fieristico della città trasformato, per l’occasione, in Cité Eucharistique. Il luogo ampio, i giardini e i viali alberati, i grandi spazi coperti, hanno fornito la sistemazione logistica ideale allo svolgimento di un simile evento.

    Per ogni dove sventolavano bandiere e striscioni con il logo del Congresso, un tondo diviso in quattro parti da una croce. Il tondo rappresenta l’Eucaristia, pane spezzato, ed insieme il mondo intero invitato, da ogni angolo della terra, a questo raduno universale. Il logo suggerisce anche, con la bandierina rossa che sventola in alto, il simbolo della barca della Chiesa. E ricorda il vascello che figura nello stemma della città di Quebéc, quel Don de Dieu col quale Samuel de Champlain risalì le acque del San Lorenzo. I colori del logo, oro e rosso, ricordano il pane e il vino eucaristici e, insieme, i colori delle insegne di mons. François de Laval, primo vescovo in America del Nord.

    L’apertura del Congresso ha avuto luogo al Colisée Pepsi – un palazzetto dello sport completamente coperto capace di ospitare circa 12 mila persone – nel pomeriggio di domenica 15 giugno. La lunga cerimonia ha visto la presenza dei cardinali Marc Ouellet e Joseph Tomko. Quest’ultimo, in qualità di legato pontificio, ha ufficialmente dichiarato aperto il Congresso.

    Accanto ai porporati, le autorità politiche della provincia del Quebec che, con brevi interventi, hanno dato il benvenuto ai pellegrini convenuti soprattutto dai paesi stranieri. Il rito di apertura, costruita con ritmi e scenografie di tipo televisivo, ha permesso di ripercorrere i 400 anni del Quebec, gli avvenimenti della sua storia religiosa e sociale, i suoi santi e le figure carismatiche che hanno fatto di questo luogo la culla dell’evangelizzazione in America del Nord,

    All’apertura ufficiale è seguita la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinal legato, che ha coniugato armoniosamente il carattere internazionale dell’incontro con la fraterna accoglienza di questa città francofona d’oltreoceano. Un imponente coro di alcune centinaia di voci ha aiutato la partecipazione dell’assemblea con canti e musiche di Denis Bédard, noto compositore locale. Al termine della Messa, un grande ostensorio con il pane consacrato è stato condotto processionalmente verso i luoghi dove l’Eucaristia è restata esposta per l’adorazione per tutta la settimana. Tre le cappelle allestite a questo scopo all’interno della Cité Eucharistique e quattro le chiese aperte per la preghiera in varie zone della città.

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Fraternità alla celebrazione del Congresso

 

Celebrazioni e catechesi

    Nella settimana celebrativa, dal 16 al 21 giugno, ogni giornata è stata dedicata ad un continente ed ha sviluppato un aspetto particolare del tema congressuale attraverso la celebrazione solenne delle Lodi (ore 8,00), una catechesi generale (ore 9,00) seguita da una testimonianza (ore 10) e la grande celebrazione eucaristica (ore 11,00). A partire dalle 12,30 si poteva accedere agli spazi appositamente preparati per consumare un pasto freddo distribuito ai delegati in comode scatole di cartone. I lavori continuavano al pomeriggio attraverso ateliers per l’approfondimento delle questioni pastorali, comunicazioni, tavole rotonde, scambi e testimonianze, proposte culturali, tempi per la preghiera, per l’animazione giovanile, per visitare gli spazi espositivi…

    Il giorno di lunedì 16 giugno è stato dedicato all’America del Nord e la catechesi affidata a mons. Donald William Wuerl, arcivescovo di Washington (USA) che ha intrattenuto l’uditorio sul tema “L’Eucaristia dono di Dio per eccellenza”. All’arcivescovo ha fatto seguito la testimonianza di Jean Vanier, fondatore delle comunità “L’Arche” che ha profondamente toccato l’assemblea. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da cardinal Marc Ouellet e concelebrata – così come in tutti i gironi seguenti – da una decina di cardinali, da alcune centinaia di vescovi e da circa 1500 sacerdoti d’ogni parte del mondo.

    Particolarmente interessante, nel pomeriggio, è risultato l’atelier in cui alcuni cardinali e vescovi hanno presentato “La vitalità dell’Eucaristia nei cinque continenti”, offrendo un affresco di come l’Eucaristia viene celebrata e vissuta nel mondo. Un’enfasi particolare è stata data al culto eucaristico fuori dalla Messa che è stato spesso assunto come unico indicatore della vitalità eucaristica delle diverse Chiese.

    Martedì 17 giugno, giornata dell’Europa, il tema de “L’Eucaristia come memoriale del mistero pasquale” è stato svolto dall’arcivescovo di Lione il cardinal Philippe Barbarin cui ha fatto seguito la testimonianza di p. Nicolas Buttet, un sacerdote svizzero fondatore della comunità Eucharistein per i ragazzi disadattati o drogati. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal cardinal Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, ben conosciuto per aver servito come segretario personale il papa Giovanni Paolo II.

    Nella giornata dell’America del Sud, il mercoledì, dopo la catechesi dell’arcivescovo di Buenos Aires, il card Jorge Mario Bergoglio, sul tema “L’Eucaristia edifica la Chiesa, sacramento di salvezza”, si è celebrata la Divina Liturgia secondo il rito bizantino presieduta dall’eparca degli ucraini cattolici canadesi. Lo splendore della celebrazione si è irraggiato per quasi tre ore, permettendo a tutti i presenti di conoscere ed apprezzare la tradizione liturgica orientale.

    Giovedì 19 giugno, la giornata dedicata al continente asiatico è stata particolarmente segnata – dopo la catechesi del vescovo filippino d’Imus, mons. Luis Antonio G. Tagle e la testimonianza della sorella del compianto cardinale vietnamita Francois-Xavier Nguyen Van Thuan – dalla celebrazione della Tavola della Riconciliazione, una liturgia del Sacramento della Riconciliazione che si è avvalsa della teatralizzazione della parabola del “figlio prodigo” ad opera di un gruppo di attori professionisti. Da mezzogiorno fino alle 15,30, la Cité Eucaristique si è trasformata in Cité du pardon con centinaia di preti impegnati nell’ascolto delle confessioni individuali.

    L’Eucaristia si è celebrata alle ore 16 ed è stata seguita, alle ore 19, dalla lunga processione con il Santo Sacramento che si è sviluppata per 7 chilometri lungo le strade della città. Un avvenimento, questo, ormai inconsueto per la Chiesa locale e che, tuttavia, ha incontrato il favore di molti visto che, in processione, si sono mosse circa 15 mila persone. L’Eucaristia era portata su un carro allestito per l’occasione sul quale, inginocchiati, pregavano il cardinal Legato, il cardinale arcivescovo e un porporato africano. Peccato che la processione si sia svolta senza una vera animazione diventando così, per molti partecipanti e per quanti assistevano dalle case, una semplice sfilata o una manifestazione dell’appartenenza cattolica dei pellegrini.

    L’ospite di venerdì 20 giugno è stata l’Oceania. La catechesi sul tema “L’eucaristia e la missione” è stata offerta dall’arcivescovo di Ranchi (India) il cardinal Telesforo Placidus, cui ha fatto seguito la testimonianza del signor Prado Flores, una singolare figura di carismatico che dirige la Scuola di evangelizzazione Sant’Andrea a Città del Messico. Presidente della celebrazione eucaristica è stato il vescovo di Hong Kong, il cardinal cinese Joseph Zen Ze-Kiun. Nel pomeriggio è stata presentata l’opera sociale del Congresso: la Fondazione Marc Ouellet, impegnata per l’integrazione degli immigrati. Quest’opera sociale, cui sono stati affidati i fondi raccolti per l’occasione, testimonierà, negli anni a venire, la solidarietà che nasce dalla celebrazione dell’Eucaristia.

    In serata poi, alle ore 19, nel Colysée Pepsi ha avuto luogo l’ordinazione presbiterale di 14 diaconi provenienti dalle diverse diocesi della provincia del Quebec. Un avvenimento, questo, che premia l’impegno delle Chiese locali a favore delle vocazioni sacerdotali e che lancia un segnale delle priorità delle comunità cristiane canadesi. La celebrazione si è prolungata, gioiosamente, per quasi tre ore.

    Sabato 21 giugno è stato dedicato al continente africano. Dopo le Lodi mattutine, la catechesi è stata tenuta dall’Arcivescovo di Douala (Cameroun) il cardinal Christian Wiyghan Tumi, intorno al tema: “Testimoni dell’Eucaristia nel cuore del mondo”. Sottolineando la coincidenza della celebrazione congressuale con il 60° anniversario della dichiarazione dei diritti dell’uomo (Parigi, 8 dicembre 1948), il porporato ha sottolineato la chiamata ad una valorizzazione sempre più forte della dimensione sociale dell’Eucaristia. «La Chiesa – ha affermato – non può restare ai margini della lotta per la giustizia».

    Nello stesso senso si è sviluppata la testimonianza commovente della signora Margherite Barankitse, fondatrice della Casa Shalom, che ha consacrato la sua vita e i suoi sforzi ai bambini vittime della guerra in Burundi. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal cardinal Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti.

    La sera, a partire delle ore 18, ha preso il via una veglia di preghiera che ha raccolto un migliaio di giovani-adulti (18-35 anni) nel padiglione François de Laval, nel cuore della Cité Eucharistique. Aperta dal cardinal Legato, la veglia si è conclusa a mezzanotte.

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La celebrazione della "statio orbis" conclusiva che si è tenuta su "Les Plaines d’Abraham".

 

La "statio orbis" conclusiva

    Domenica 22 giugno è il giorno della Statio Orbis, posta al vertice del Congresso Eucaristico come espressione visibile della comunione con la Chiesa universale. La mattinata, sorta radiosa, ha visto convenire su Les Plaines d’Abraham molta folla. Decine di autobus provenienti da tutte le diocesi del Quebec hanno scaricato migliaia di pellegrini sulle strade che circondano il Museo Nazionale di Belle Arti.

    Lo spazio preparato per l’Eucaristia è orientato verso il palco della celebrazione, un artefatto in legno di pino che rappresenta un vascello con tanto di albero maestro. Sul palco si è celebrato, alle 8,30, l’Ufficio della Risurrezione animato dalle Comunità monastiche di Gerusalemme. Poi, a partire dalle 9,30, ha fatto seguito uno spazio di animazione musicale a cura del soprano canadese Nathalie Choquette che ha accompagnato, con canti classici e moderni, il radunarsi dei fedeli sul grande prato.

    A metà mattinata il cielo si è rannuvolato e, alle ore 11, quando ha avuto inizio la processione introduttiva dei celebranti (prolungatasi oltre le previsioni), si sono fatte sentire le prime gocce di pioggia, vanamente esorcizzate dalle voci di centinaia di pueri cantores che hanno aiutato l’assemblea ad entrare nella celebrazione.

    I cardinali, una trentina, hanno preso posto sul palco; alcune centinaia di vescovi celebranti hanno occupato le prime file dell’assemblea mentre subito a ridosso hanno preso posto più di 2 mila sacerdoti rivestiti di alba e con la stola preparata per il Congresso. In posizione d’onore le autorità civili tra cui il Primo ministro del governo del Quebec, Jean Charest, il Sindaco della città, e la Governatrice del Canada. La celebrazione era presieduta dal cardinale Legato.

    L’omelia è stata tenuta in diretta da Sua Santità Benedetto XVI che si è rivolto all’assemblea attraverso i grandi schermi posti a lato del palco della celebrazione.

    «L’Eucaristia – ha affermato tra l’altro – non è solo un pasto fra amici. È mistero di alleanza… Siamo chiamati a entrare in questo mistero di alleanza conformando ogni giorno di più la nostra vita al dono ricevuto nell’Eucaristia». Il Papa ha concluso l’omelia indicando, tra gli applausi dell’assemblea, la sede del 50° Congresso eucaristico internazionale: «Cari amici, mentre questo importante evento nella vita della Chiesa sta giungendo al termine, invito tutti voi a unirvi a me nel pregare per il buon esito del prossimo Congresso eucaristico internazionale, che si terrà nel 2012 nella città di Dublino! Colgo l’opportunità per salutare cordialmente il popolo d’Irlanda mentre si prepara a ospitare questo incontro ecclesiale. Sono fiducioso che, insieme a tutti i partecipanti al prossimo Congresso, vi troverà una fonte di rinnovamento spirituale duraturo».

    Quando la celebrazione è giunta all’offertorio la pioggia ha cominciato ad intensificarsi e, all’Agnus Dei, si è trasformata in un vero e proprio diluvio che si è abbattuto sulla Statio orbis rendendo difficoltosa la distribuzione della Comunione e il saluto finale del cardinal Tomko. Anche il passaggio di testimone da Quebec a Dublino, è passato quasi inavvertito tra il fuggi fuggi della folla impegnata a raggiungere le strade vicine e a guadare il terreno trasformato in un pantano. La festa campestre e lo spettacolo che doveva seguire la celebrazione sono stati, ovviamente, annullati.

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Durante la processione eucaristica nelle strade di Québec.

 

Pellegrini da ogni parte del mondo

    Tra i circa 11 mila delegati registrati al 49° Congresso Eucaristico, la stragrande maggioranza era costituita da cristiani del Quebec e delle altre province canadesi, con una partecipazione corposa di statunitensi provenienti specialmente da Maine e Ohio.

    Ma ben rappresentati erano anche gli altri paesi del mondo: il Sud America con molti messicani, l’Africa, l’Australia, l’Asia con un nutrito gruppo di indiani e coreani. E l’Europa? Tra le delegazioni europee (Austria, Belgio, Germania, Inghilterra, Irlanda, Lituania, Portogallo, Spagna, Slovacchia, Slovenia…) spiccava, oltre a quella polacca, la delegazione francese impegnata a ricordare l’antico legame del Quebec con la madre-patria. Minuscola, quasi invisibile, la delegazione italiana: cinque persone guidate dal segretario dei Congressi eucaristici nazionali, raggiunte solo alla fine dall’arcivescovo di Loreto (ed è forse la prima volta nella lunga storia di questi eventi, che l’Italia brilla per la sua assenza!). Altri italiani erano presenti a titolo personale: alcuni religiosi dei padri Sacramentini con il loro p. Generale; la piccola rappresentanza di una parrocchia bolognese… Il Pontificio Consiglio vaticano per i Congressi eucaristici internazionali era presente con il personale dell’ufficio al completo, guidato dal suo Presidente l’arcivescovo mons. Piero Marini.

    I pellegrini che hanno raggiunto Quebec per il 49° Congresso Eucaristico Internazionale, oltre che partecipare fruttuosamente alla celebrazione dell’evento, hanno potuto anche visitare questa magnifica città canadese dal patrimonio storico e religioso unico.

    Molti si sono spinti anche al santuario nazionale di Sainte-Anne de Beaupré, alle cascate di Montmorency, all’Ile d’Orleans, alla Bay Saint-Paul per calarsi, almeno per qualche ora, negli splendida natura segnata dal corso del maestoso San Lorenzo.

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Qui sotto si possono scaricare alcuni documenti del Congresso Eucaristico internazionale di Québec: il Testo-base di riflessione teologico-pastorale, i "Voti" conclusivi dell'evento e la Lettera pastorale dell'Arc. di Quebéc scritta ad un anno di distanza dal Congresso.

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"L’EUCARISTIA DONO DI DIO PER LA VITA DEL MONDO". Documento teologico di base del 49° Congresso eucaristico internazionale (Québec, 15-22 giugno 2008).

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LETTERA PASTORALE dell'Arcivescovo di Québec, il Cardinale Marc Ouellet, per ricordare la grazia del Congresso.

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I "VOTI" DEL 49° CEI: per assicurare un seguito alla riflessione e alle raccomandazioni del 49° Congresso Eucaristico Internazionale di Quèbec.

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    Il primo Comitato permanente per i Congressi Eucaristici Internazionali è nato in Francia nella primavera del 1881 con la benedizione di Leone XIII. Esso raccoglieva i frutti dell’apostolato di san Pierre-Julien Eymard, «apostolo... Continua


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