DUBLINO.CAPO

 

31. DUBLINO (Irlanda) dal 22 al 26 giugno 1932.

Organizzato da: Mons. Mons. Byrne, Arcivescovo di Dublino.

Presidente: Legato Pontificio Cardinale Lorenzo Lauri e Mons. Heylen.

Segretari generali: Conte Henry d'Yanville, Mons. Daniel Molony, Sig. Francis O'Reilly.

Tema degli studi:

L'apostolato eucaristico dei santi e missionari irlandesi

in ogni paese del mondo.

    Il Congresso Eucaristico di Dublino del 1932 fu un evento straordinario che sopravvisse per generazioni nella memoria di coloro che vi parteciparono visto che fu uno dei più grandi raduni mai realizzati in Irlanda fino ad ora. Esso fu considerato una pietra miliare nella vita del giovanissimo Stato irlandese Quelli che vi presero parte ne parlarono ai loro figli e ai nipoti. Lo spettacolare avvenimento religioso rispondeva ai bisogni della devozione vissuta in quegli anni dalla gente ma voleva anche ribadire la presenza della comunità cattolica in un Paese che cercava la sua strada mentre costruiva lo Stato Libero d’Irlanda.

    Il nuovo Stato irlandese mobilitò le sue magre risorse per rispondere alla sfida posta da questa “vetrina” del cattolicesimo mondiale. Dall’arrivo del Legato Pontificio, il cardinale Lorenzo Lauri, al porto di Dun Laoghaire, all'inizio della settimana il Congresso, fino alle scene incredibili di devozione che segnarono la Messa finale nel Phoenix Park sei giorni più tardi, il governo non risparmiò alcuno sforzo per dare visibilità mondiale all’evento.

    L'esodo massiccio dalle aree rurali irlandesi verso Dublino durante la settimana del Congresso contribuì potentemente a rafforzare un senso di appartenenza nazionale e di  fraternità religiosa, confermando l'identità cattolica del Paese. La massiccia partecipazione del popolo semplice al Congresso aiutò a sanare molte delle ferite create dalla guerra combattuta appena dieci anni prima. In questo senso operò anche il governo di Eamon de Valera che permise a tutti,anche agli esponenti di spicco della precedente amministrazione, di trovare posto agli eventi congressuali.

    La città di Dublino subì un incredibile restyling. Nottetempo, tutti i principali edifici della città furono illuminati da una serie di fari potenti e lampade colorate . Il General Post Office, la con grande abilità tecnologiche nel corso del Congresso. Associazioni di cittadini, insieme con municipio,  si assicurarono che ogni strada principale della capitale fosse decorato con fiori freschi, bandiere e con i colori giallo e bianco del Papa. I commentatori sottolinearono che anche le più povere aree popolari della città ebbero la loro giusta parte di decorazione. Immagini e fotografie di questo tempo mostrano che questo grande sforzo raggiunse pienamente il suo scopo trasformando ogni strada della città un una scena multicolore.

    Nel Breve con il quale il Santo Padre nominava il Cardinale Lorenzo Lauri come suo Legato per il XXXI Congresso Eucaristico Internazionale di Dublino, veniva messa in rilievo la fausta coincidenza del XV centenario della conversione dell'Irlanda alla fede cattolica con le solenni celebrazioni del «Mistero della fede». Oltre a ciò il Papa, ricordando con quale eroismo il popolo irlandese si fosse mantenuto fedele, si congratulava che la solenne manifestazione eucaristica fosse celebrata la dove, nei giorni della persecuzione, la Messa veniva celebrata nei nei boschi.

L’arrivo del Cardinale Legato

    Il Cardinal Legato, partito il 16 giugno da Roma, dopo una sosta a Parigi e il viaggio sul treno reale da Londra al porto di Chester, s’imbarcò il 20 giugno su un piroscafo inviato dal Governo irlandese e scortato da una squadra di aeroplani, in meno di cinque ore approdò a Kingstown, accolto con grandi onori. Dopo aver ricevuto gli ossequi dell' Arcivescovo di Dublino e dei Ministri guidati dal Presidente De Valera, il Rappresentante del Papa sbarcò fra il suono delle sirene e il rombo delle salve d'artiglieria, ricevendo gli onori militari da una squadra di Ussari. Quindi il corteo della automobili percorse  giunse alle porte di Dublino fendendo letteralmente una marea di popolo acclamante. Dopo aver ricevuto le chiavi della città, il Legato si recò alla Cattedrale dove, nel corso di una breve celebrazione, impartì a tutti la Benedizione apostolica.

    Il giorno seguente, ultimo del triduo di preghiere per il buon esito del Congresso, fu contrassegnato dalla Comunione generale dei bambini in tutte le chiese d'Irlanda. Alla sera, appena terminato il triduo alla pro-Cattedrale, un grandioso ricevimento in onore del Cardinale Legato fu offerto dal Governo che, per l’occasione, concesse una larga amnistia.

Una settimana straordinaria

    Il Congresso fu inaugurato nel pomeriggio del 22 giugno nella pro-Cattedrale. Il Legato Pontificio era attorniato dai cardinali Verdier di Parigi, Bourne di Westminster, van Roey di Malines, Mac Rory, Hayes di Nuova York, O' Connell di Boston, Lavitrano di Palermo, Hlond di Gnesna e Posnania, Dougherty di Filadelfia. Letto il Breve pontificio di nomina, prima in latino e poi in inglese, e pronunciati brevi discorsi di omaggio dall'Arcivescovo di Dublino e da Mons. Heylen, Vescovo di Namur e presidente del Comitato permanente per i Congressi Eucaristici internazionali, il Card. Legato parlò brevemente al popolo prima di impartire la benedizione col SS.mo Sacramento.

    Quella sera poi, dalle nove a mezzanotte ci fu l’esposizione del Santissimo Sacramento in tutte le chiese di Dublino e della periferia, seguita poi da una Messa di mezzanotte. Tutte  le chiese della città e della periferia non poterono accogliere le folle di visitatori che si erano riversate sulla capitale così che fuori da ogni portone si vedevano centinaia di fedeli inginocchiati che cercavano di seguire la Messa, fino a un quarto di miglio di distanza.

    Dal tramonto all'alba la città fu illuminata: c'erano candele accese alle finestre di ogni famiglia,  un tripudio di luci colorate in locali commerciali, illuminazioni artistiche di edifici. E poi invocazioni come Adoramus, laudamus, glorificamus che apparivano scritte in cielo con luci colorate. Le strade di Dublino fino al sorgere dell’alba, erano piene di folle ammirate.

    Il programma delle celebrazioni eucaristiche non differì sostanzialmente da quello degli altri Congressi; ma forse non mai, come in questi giorni, fu tanto il concorso di forestieri e tanta l'animazione della città che, sfavillante anche nelle ore notturne, vide le sue chiese riempirsi di fedeli per partecipare alle veglie eucaristiche, per confessarsi e comunicarsi. Tanta fu l’affluenza ai sacramenti che  alcuni istituti di Suore dovettero lavorare giorno e notte per preparare le ostie da consacrare

     Le Autorità statali parteciparono a tutte le manifestazioni religiose e spettacolo davvero incredibile fu quello del presidente e di tutti i ministri che, la sera del 23 giugno, si inginocchiarono davanti al Legato - che si era recato con suo seguito a far visita di ringraziamento al Castello di Dublino - chiedendone la benedizione.

    Il Cardinale Lauri, oltre all'assistenza solenne ai vari pontificali, si recò alle varie sezioni di studio portando dappertutto la sua parola paterna e non mancò alle più caratteristiche funzioni di quei giorni. Tra queste conviene ricordare le due grandiose adunate al Phoenix Park, dove la sera del 23 giugno convennero non meno di 400 mila uomini. Con le loro candele accese e gli abiti scuri, sullo sfondo del grande altare costruito sul dolce pendio che si affaccia su trecento ettari di tappeto verde, assisterono all’imponente cerimonia riservata solo ad essi. L’impianto di amplificazione portava fino agli angoli più remoti del parco gli echi dei canti e delle preghiere. La celebrazione era trasmessa per radio a quanti stavano nelle strade e nelle piazze. La stessa scena si ripetè, più o meno, la sera successiva per l’incontro delle donne.

Sulla scena del Phoenix Park

    Il Phoenix Park fu teatro delle funzioni di chiusura del Congresso. Il 26 giugno, parecchie ora prima che cominciasse la celebrazione del pontificale, i congressisti cominciarono ad affluire nel grande parco, diviso in settori convergenti verso l'altare, ai cui lati si dipartiva a semicerchio un portico di un'apertura di 250 metri. Lungo le due ali del portico erano ordinati i posti per i 200 Vescovi e numerosi prelati, abati e rappresentanti del clero. Prossimo all'altare, a sinistra, si trovava il Nunzio, a destra l'Arcivescovo di Dublino; dalle due parti dell'altare, in tribune speciali presero posto i Cardinali, mentre nell'area compresa fra le due ali del portico numerosi posti erano stati riservati per le Autorità politiche, civili e militari, per il Corpo diplomatico e altri personaggi.

    All'arrivo del Cardinale Legato, annunziato dallo squillo delle trombe, tutto quel mare di popolo ondeggiò prorompendo in applausi. Mentre il coro cantava l'Ecce Sacerdos   il Cardo Lauri salì all' altare per assistere al pontificale celebrato da S. E. mons. Curley, arcivescovo di Baltimora e pronunciare l'omelia al Vangelo.

    Fu messo in opera più grande dei sistemi di diffusione sonora allora esistenti così che i fedeli potessero ascoltare ogni parola della Messa. La tecnologia permise anche che la voce del famoso tenore irlandese John Mc Cormack potesse raggiungere non soltanto i presenti ma ogni angolo del Paese. Il suo Panis Angelicus non sarebbe mai stato dimenticato da chi lo udì di persona o alla radio.

    La tecnologia moderna permise al Papa stesso di comunicare con quanti erano radunati al Phoenix Park . Il suo messaggio, irradiato dalla  biblioteca privata in Vaticano, giunse al termine della celebrazione e si diffuse ogni dove con i collegamenti radio. A quella sterminata moltitudine, la voce di Pio XI disse : « Ecco, o figli dilettissimi in Cristo, che io sono con voi. Anzitutto sono con voi come Padre con i figli esultanti; per avere, non solo per mezzo del Nostro Cardinale Legato, ma direttamente Noi stessi una qualche partecipazione al vostro gaudio e trionfo eucaristico. Noi stessi, poi, insieme con voi, preghiamo affinché l'Onnipotente e misericordioso Iddio, placato dalle preghiere della sua Chiesa, conceda benigno in mezzo alla grande tribolazione di tutti i popoli, quei doni di unità e di pace che sono misticamente simboleggiati nell’offerta eucaristica. Infine, esprimiamo le Nostre congratulazioni e vi impariamo con specialissimo affetto la Benedizione Apostolica…».

La processione finale

    Dopo questo messaggio accolto con lunghissime acclamazioni, cominciò a muoversi la solenne processione di chiusura del Congresso. Essa  fu un esempio  assoluto di buona organizzazione. Un esercito efficiente di soldati, guardie civiche, steward, e scout, ordinarono centinaia di migliaia di fedeli in un corteo che si svolse senza alcun intoppo né incidente. I fedeli, in fila per otto, lasciarono il parco costituendo quattro grandi cortei che seguirono percorsi distinti ma unificati dal  sistema di trasmissione vocale effettuato in tutta la città cosicché tutti potevano cantare gli stessi inni e recitare le stesse preghiere.

    Il Corteo principale era quello che recava il Santissimo Sacramento. Il Cardinale Legato, indossati i sacri paramenti, scese con l'Ostensorio dall'altare prese posto sotto carro-baldacchino cui  facevano scorta d’onore gli Ussari. Seguivano i membri della Missione Pontificia, i nove Cardinali col loro seguito, il Nunzio, l'Arcivescovo di Dublino, i più di 200 Vescovi, una lunga schiera di Prelati, il Senato e la Camera, gli Ordini equestri, il Corpo Consolare, la Municipalità di Dublino e le rappresentanze dei principali Municipii irlandesi, delle Università. Nel frattempo, altri quattro cortei per vie diverse si erano mossi dal Phoenix Park, confluendo tutti, dopo alcune ore di percorso, al Ponte O' Connell.

    La distanza tra il Phoenix Park e l'altare eretto su O’Connell Bridge è di otto chilometri e la processione la percorse in tre ore. I cinque immensi cortei, fra canti, suoni e lo scampanio di tutte le torri della città, si ricongiunsero nei pressi del grande ponte; qui, dopo che il Card. Legato ebbe pronunziato l'ultimo discorso del Congresso, s'innalzò il canto solenne del ringraziamento. Quando tutti ebbero ricevuta la benedizione del SS.mo Sacramento, eruppe spontaneo il canto patriottico: «Fede dei nostri Padri», quasi eco delle parole con cui il Sommo Pontefice aveva aperto il Congresso.

    Si è già detto che alla magnificenza delle celebrazioni eucaristiche concorsero gli irlandesi che vi parteciparono non solo in Dublino ma in tutta l'Irlanda. Di ciò si ebbe un lieto riscontro, quando il Cardo Legato, accondiscendendo all'invito dell'Episcopato e al desiderio delle autorità, deliberò di restare ancora una settimana nell'Isola.

    Furono quelli giorni di continue trionfali dimostrazioni in onore del Rappresentante del Papa. La Municipalità di Dublino, in un solenne ricevimento a cui prese parte anche il Governo, lo acclamò entusiasticamente cittadino dublinese e membro del Consiglio Municipale; onore che gli venne pure conferito da Armagh, prima sede vescovile fondata da S. Patrizio

    Nei vari paesi percorsi dal Cardinale Legato per recarsi ad Armagh e nella visita al centro dell'Isola,' furono visti anche i villaggi più remoti, anche le casupole più umili ornate dai colori papali mentre popolazioni intere accorrevano a ricevere la benedizione dell'inviato del Papa. E a molti bambini nati durante il Congresso fu imposto il nome «Lorenzo Lauri» per tramandare nelle famiglie il ricordo di quei giorni straordinari.

 

Nella foto di testa: il Santissimo Sacramento, portato dal Cardinale Legato, arriva all'altare innalzato du O'Connel Bridge al termine della processione conclusiva del Congresso.

CEBU-FLAGN

Profilo

    Il primo Comitato permanente per i Congressi Eucaristici Internazionali è nato in Francia nella primavera del 1881 con la benedizione di Leone XIII. Esso raccoglieva i frutti dell’apostolato di san Pierre-Julien Eymard, «apostolo... Continua


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