STATUTON
IT1

Approvato da Sua Santità Benedetto XVI il 24 dicembre 2009, il nuovo Statuto sostituisce il precedente del 2 aprile 1986 ed aggiorna la normativa vigente riguardo alla fisionomia e alle competenze del Comitato.

    La necessità di una revisione dello Statuto del 1986 si è resa necessaria per la nuova Configurazione dell’Organico del personale e per la necessità di rendere più efficace l’azione del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali in conformità alle sue competenze ed alla prassi consolidata.

    Tra le novità del nuovo Statuto vi è anzitutto la precisazione della fisionomia attuale del Pontificio Comitato. Il suo Organico, inserito nel contesto della Curia Romana, risulta ora composto dal Presidente e dagli Officiali della Segreteria.

    Le sue competenze sono state arricchite mediante la collaborazione alla celebrazione dei Congressi Eucaristici Nazionali, il coordinamento dell’attività delle aggregazioni di fedeli in vista dei Congressi Eucaristici; l’estensione dei compiti della Plenaria del Comitato che, oltre alle consuete incombenze, si assume anche il compito di favorire l’attuazione dei voti emessi dai Congressi Eucaristici Internazionali; l’impegno del dopo-Congresso affinché ciascuno di questi eventi internazionali possa portare frutto di rinnovamento per la vita del mondo.

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I. Denominazione e sede

Art. 1.

Il Pontificio Comitato per i Con­gressi Eucaristici Internazionali è costituito ed eretto dalla Santa Sede, dipende da essa e ha sede nello Stato della Città del Vatica­no.

 

II. Scopo e mezzi

Art. 2.

Il Pontificio Comitato si propone di far sempre meglio conoscere, amare e servire Nostro Signore Gesù Cristo nel suo Mistero Eucaristico, centro della vita della Chiesa e della sua missione per la salvezza del mondo.

Art. 3.

Pertanto:

a)   promuove ed anima la celebrazione periodica dei Congressi Eucaristici Inter­nazionali ed è disponibile a collaborare alla cele-brazione dei Congressi Eucaristici Nazionali;

b)   domanda alle Conferenze Episcopali 1 di nominare i Delegati Nazionali, i quali s’impegnano nella preparazione dei Congressi e quando occorre costitui­scono con l’approvazione ed il concorso dell’autorità ecclesiastica locale i Comi­tati Eucaristici Nazionali;

c)   richiede ai Delegati Nazionali o ai Comi­tati Nazionali, documentazione e infor­mazione sul movimento eucaristico dei rispettivi paesi;

d)   è disponibile a collaborare nel favorire e coordinare, in vista dei Con­gressi Eucaristici, l’attività delle ag­gregazioni di fedeli che hanno lo scopo di incrementare la pietà verso il Mistero Eucaristico in tutti i suoi aspetti, dalla celebrazione dell’Eucaristia al suo culto extra missam.

 

III. Composizioni e competenze

Art. 4.

Il Pontificio Comitato è composto:

a)   dal Presidente, di nomina pontificia, il quale dura in carica cinque anni e può essere confermato;

b)   dagli altri membri, nominati dal Santo Padre, i quali eleggono fra loro il Vice-Presidente.

Art. 5.

Il Pontificio Comitato svolge le pro­prie mansioni mediante:

a)   l’Assemblea Plenaria;

b)   il Consiglio di Presidenza.

Art. 6.

L’Assemblea Plenaria è composta:

a)   dai membri del Pontificio Comitato;

b)   dai Delegati Nazionali;

c)   dalle persone invitate dal Presidente, ai sensi dell’articolo 10,h.

Art. 7.

A) L’Assemblea Plenaria è convoca­ta dal Presidente ogni due anni:

a)   esamina e approva la relazione presenta­ta dal Presidente sulle attività del Pontificio Comi­tato;

b) studia e valuta le comunicazioni dei Delegati Nazionali sui Congressi Eu­caristici Nazionali e su altre esperien­ze eucaristichelocali;

c) delibera sulle mozioni e proposte dei membri e ne affida l’esecuzione al Consi­glio di Presidenza;

d)   raccomanda alle Conferenze Episcopali l’attuazione dei voti emessi nei Congres­si Eucaristici Internazionali;

e)   organizza la partecipazione al Con­gresso Eucaristico Internazionale.

 

B) I membri del Pontificio Comitato possono chiedere al Presidente, a maggioranza di voti, una riunione straordinaria.

Art. 8.

Compongono il Consiglio di Presi­denza:

a)   il Presidente del Pontificio Comitato;

b)   il Vice-Presidente;

c)   i membri nominati dal Santo Padre.

Art. 9.

Il Consiglio di Presidenza è convo­cato dal Presidente almeno una volta l’anno:

a)   esamina le proposte circa il luogo del Congresso;

b)   delibera sulle iniziative da prendere per sviluppare le attività del Pontificio Comitato in conformità con lo Statuto;

c)   esamina i problemi connessi con la pre­parazione dei Congressi;

d)   determinato, dal Papa, il luogo del Con­gresso, esamina le proposte circa il tema congressuale;

e)   esamina il testo-base e il programma del Congresso prima della loro pubblicazio­ne.

Art. 10.

Il Presidente del Pontificio Comi­tato:

a)   convoca e presiede l’Assemblea Plenaria e il Consiglio di Presidenza;

b)   provvede all’esecuzione delle deliberazio­ni dell’Assemblea Plenaria e del Consi­glio di Presidenza;

c)   vigila sulla preparazione dei Congressi;

d)   presenta al Consiglio di Presidenza le di­verse domande e proposte sulla sede del Congresso da sottoporre poi alla consi­derazione e decisione del Santo Padre;

e)   sottopone al Papa il tema e il program­ma dei Congressi, esaminati dal Consi­glio di Presidenza;

f)    informa il Papa sullo svolgimento del Congresso

h)   può invitare sia all’Assemblea Plenaria che al Consiglio di Presidenza membri del Comitato locale e altre persone com­petenti;

i)    rappresenta il Pontificio Comitato e agisce in suo nome in sede canonica e civile.

Art. 11.

Il Vice-Presidente:

a)   presta la sua collaborazione ai Presiden­te direttamente o in seno al Consiglio di Presidenza;

b)   sostituisce il Presidente, quando è neces­sario.

Art. 12.

I Consiglieri:

collaborano con il Presidente.

Art. 13.

La Segreteria si compone degli Officiali del Pontificio Comitato e:

a)   redige e trasmette, d’accordo con il Pre­sidente, l’ordine del giorno per le riunio­ni dell’Assemblea Plenaria e del Consi­glio di Presidenza;

b)   redige i verbali di queste riunioni;

c)   esegue, secondo le direttive del Presiden­te, le decisioni delle adunanze;

d)   presenta all’Assemblea Plenaria le rela­zioni sulle attività del Pontificio Comitato;

e)   mantiene i contatti con i Delegati Nazio­nali e con i Comitati Nazionali;

f)    aiuta, secondo le esigenze, il Comitato locale;

g)   conserva e ordina l’archivio del Pontificio Comita­to;

h)   è a disposizione del Presidente per tut­te le missioni che, in conformità agli obiettivi del Pontificio Comitato, gli sono affidate.

Art. 14.

L’Organico del Pontificio Comitato, alle dipendenze retributive dell’ A.P.S.A. e soggetto al Regolamento Generale della Curia Romana, è stabilito a norma dell’art. 9 del medesimo Regolamento Generale della CuriaRomana.

 

IV. Preparazione e celebrazione dei Congressi Eucaristici Internazionali

Art. 15.

Ogni Congresso Eucaristico deve considerarsi una Statio Orbis e deve mette­re in risalto, sia nella preparazione cate­chetica che nella sua celebrazione, la cen­tralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa e della sua mis-sione pro mundi vita.

I Congressi Eucaristici Internazionali si celebrano possibilmente ogni quattro anni nella città designata dal Santo Padre e se­condo le sue indicazioni.

Art. 16.

Stabilita la sede del Congresso, il vescovo diocesano costituisce il Comi­tato locale e ne assume la presidenza. Ne fa parte di diritto il Delegato Nazionale o il Presidente del Comitato Nazionale. Fin dall’inizio dei lavori collabora strettamente con il Pontificio Comitato.

Art. 17.

Il tema, che deve essere approvato dal Papa, sarà studiato da una commissione di esperti in materia biblica, liturgica, teolo­gica, antropologica, pastorale ed ecumenica, scelta di comune intesa.

Art. 18.

Una commissione di studio prov­vede all’elaborazione di un testo-base che favorisca l’approfondimento teologico, il rinnovamento spirituale e il bene della Chiesa particolare. Prima della pubblica­zione propone il testo al Pontificio Comi­tato. Opportunamente tradotto nelle lin­gue principali, il testo-base viene inviato ai Delegati Nazionali, possibilmente due anni prima della celebrazione del Congresso.

Art. 19.

I Delegati Nazionali sono respon­sabili, con l’approvazione ed il concorso dell’autorità ecclesiastica, della prepara­zione pastorale dei fedeli nei loro rispettivi paesi e della partecipazione adeguata al Congresso.

Art. 20.

Nella preparazione del Congresso si metta in rilievo l’importanza:

a)   di una approfondita catechesi sull’Eu­caristia in quanto Mistero Pasquale di Cristo veramente, realmente e sostan­zialmente presente nelle Sacre Specie e vivente e operante nella Chiesa, suo Corpo;

b)   di una più attiva e consapevole partecipazio­ne alla Liturgia che promuova il religio­so ascolto della Parola di Dio, l’oblazione di se stessi ed il senso fraterno della comunità;

c)   di una attenta ricerca di iniziative e di una solerte realizzazione di opere so­ciali in modo che la mensa eucaristica rappresenti solidarietà e condivisione con i poveri e annuncio d’un mondo più giusto e fraterno nell’attesa della venuta del Signore 2.

Art. 21.

Le diverse tappe di tale prepa­razione siano determinate, per ogni Chie­sa particolare, dall’autorità competente nell’ambito del proprio piano pastorale.

Art. 22.

Nell’anno precedente il Congresso Eucaristico Internazionale, le Chiese parti­colari organizzino, se lo ritengono oppor­tuno, dei Congressi per orientare il popolo di Dio verso questo avvenimento della Chie­sa Universale.

Art. 23.

Per la celebrazione del Congresso Eucaristico valgono i criteri indicati nell’Or­do de Communione et de Cultu Mysterii Eucharistici extra Missam, n. 112:

a)   la celebrazione eucaristica sia davvero il centro e il culmine di tutte le varie mani­festazioni e forme di pietà;

b)   le celebrazioni della Parola di Dio, le sessioni di catechesi e le riunioni plena­rie siano tutte ordinate a un approfon­dimento del tema proposto ed a una più chiara esplicitazione degli aspetti pratici del tema stesso, per una loro realizzazio­ne concreta;

c)   si predisponga un opportuno program­ma di riunioni di preghiera e di adora­zione prolungata dinanzi il Santissimo esposto, in chiese determinate, parti­colarmente adatte a questo esercizio di pietà;

d) quanto alla processione con il Santissi­mo Sacramento per le vie della città, con accompagnamento di inni e di preghiere, si osservino le norme sulle processioni eucaristiche (nn. 101-108), tenuta pre­sente la situazione sociale e religiosa del luogo 3.

Art. 24.

Durante la celebrazione del Con­gresso la presidenza effettiva è assunta dall’Inviato Speciale o Legato del Papa.

Art. 25.

Si favorisca la partecipazione al Congresso dei gruppi di fedeli delle diverse nazioni che hanno preso una parte attiva nella preparazione.

Siano organizzate sezioni distinte per celebrazioni, riunioni di preghiera, confe­renze, seminari e manifestazioni culturali in varie lingue.

A tal fine i Delegati Nazionali si riuniran­no un anno prima del Congresso, su invito del Comitato Locale e del Pontifi­cio Comitato.

Art. 26.

La comunicazione ufficiale del luogo prescelto per il Congresso Eucari­stico viene data dal Papa o dal suo Lega­to in occasione della Statio Orbis.

Art. 27.

Il Segretario del Comitato Locale raccolga gli atti del Congresso. Una copia di essi, insieme con qualsiasi altra pubblica­zione (a stampa o audiovisiva), sia trasmessa alla Segreteria del Pontificio Comitato per l’archivio.

Art. 28.

Un resoconto ufficiale del Con­gresso Eucaristico Internazionale viene dato dal Presidente del Pontificio Comitato, tramite una lettera circolare alle Conferenze Episcopali.

 

V. Il dopo-Congresso

Art. 29.

Affinché l’Eucaristia diventi «fonte e culmine» della vita della Chiesa e della sua missione, il Pontificio Comi­tato è disponibile a collaborare con il Comitato locale e con i competenti Uffici Liturgici e Pasto­rali delle diverse Conferenze Episcopali perché la celebrazione di ogni Congresso Eucaristico Internazionale porti il suo frutto.

 

VI. Mezzi finanziari

Art. 30.

Le spese relative alla preparazio­ne e alla celebrazione del Congresso sono a carico del Comitato Locale.

Art. 31.

Le libere elargizioni che provengono dalle Conferenze Episcopali o da altri enti o persone, vanno ad incrementare il fondo già costituito presso il Pontificio Comitato. Tale fondo viene utilizzato per sostenere economicamente la partecipazione dei Delegati nazionali dei Paesi poveri agli atti statutari del Pontificio Comitato e ai Congressi Eucaristici Internazionali.

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NOTE

1. Ciò che viene detto riguardo alle Conferenze Episcopali vale anche per i Patriarcati Sinodali Orientali.

2. Cfr. L’Istruzione De cultu mysterii eucharistici (1967); la Institutio generalis Missalis Romani (1969); il Rituale Romano De Communione et de Cultu Mysterii Eucharistici extra Missam (1973); la Lettera Enciclica Ecclesia de Eucharistia (2003); l’Istruzione Redemptionis Sacramentum (2004); la Lettera Apostolica Mane Nobiscum Domine (2004); l’Esortazione Apostolica postsinodale Sacramen­tum Caritatis (2007).

3. Rituale Romano De Communione et de Cultu Mysterii Eucharistici extra Missam (1973), editio typica.

CEBU-FLAGN

Profilo

    Il primo Comitato permanente per i Congressi Eucaristici Internazionali è nato in Francia nella primavera del 1881 con la benedizione di Leone XIII. Esso raccoglieva i frutti dell’apostolato di san Pierre-Julien Eymard, «apostolo... Continua


INFORMAZIONI

Palazzo San Calisto

00120 Città del Vaticano

Tel.: +39.06.69.88.73.66

Fax: +39.06.69.88.71.54

E-mail: eucharistcongress@org.va

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