TESTA.DUBLIN

 

50. DUBLINO (Irlanda) dal 10 al 17 giugno 2012.

Presidente: S. E. Mons. Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublino.

Segretario generale: Rev. Kevin Doran.

Legato Pontificio: Cardinal Marc Ouellet.

Tema:

L’Eucaristia, comunione con Cristo e tra noi.
   

IL CONGRESSO DI DUBLINO: L'EUCARISTIA È IL GREMBO DELLA CHIESA

IL SIMPOSIO TEOLOGICO

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Lo svolgimento del Congresso è stato preceduto, secondo la consuetudine, da un Simposio teologico organizzato dal 6 al 9 giugno 2012 dalla Facoltà di Teologia della Pontificia Università che ha sede a Maynooth, quindici chilometri ad est della capitale.

Il discorso d’inaugurazione, affidato al Cardinale Marc Ouellet, è stato una ricca sintesi sull’ecclesiologia di comunione ed ha proposto le successive linee di ricerca e di riflessione. Al discorso erano presenti nell’Aula magna il Cardinale Sean Brady e Mons. Diarmuid Martin, il Nunzio Apostolico, Mons. Piero Marini, diversi Vescovi dell’isola e più di 370 iscritti provenienti da 31 diversi Paesi.

Una delle “sorprese” positive dell’incontro è stata la presenza di 27 "studiosi emergenti" di estrazione internazionale (Stati Uniti, Inghilterra, Scozia, Brasile, Belgio, Malta, Vietnam, Italia, Portogallo) che hanno fornito brevi lavori su una serie di argomenti riguardanti l’ecclesiologia di comunione, la nuova evangelizzazione, il profilo mariano della Chiesa, il valore della liturgia, la musicologia, la formazione sacerdotale, ecc. Da loro sono venute interessanti riletture di teologi come Heribert Mühlen, Henri de Lubac, Jerome Hamer, Nicholas Afanasiev, Hans Urs von Balthasar e Bernard Lonergan.

Particolarmente significativa è stata la giornata dedicata ai rapporti ecumenici con la presenza del Cardinale Kurt Koch che, con il suo articolato intervento ha dato il tono alla giornata. Nella stessa occasione è intervenuto anche Sua Eminenza il Metropolita Emmanuel di Francia, Presidente della Conferenza delle Chiese d'Europa, che ha offerto le prospettive ortodosse sul tema ecclesiologico.

Senza dubbio il Simposio teologico - che ha suscitato l’interesse dei media con passaggi sia in televisione che sui giornali – ha richiamato l’attenzione sul tema del Congresso Eucaristico stimolando la riflessione e la ricerca intorno all’ecclesiologia di comunione.

La settimana del Congresso

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La sfilata iniziale dell ebandiere dei pellegrini convenuti a Dublino per i Congresso

 

Il programma della settimana del Congresso è stato caratterizzato da tre “eventi speciali”: le celebrazioni di apertura e di chiusura e la processione eucaristica.

 

La Celebrazione di apertura

L’apertura del Congresso è tenuta nel pomeriggio di domenica 10 giugno nell’arena della Royal Dublin Society, sotto uno splendido sole, davanti a circa 12 mila fedeli. I pellegrini provenienti dalle quattro province ecclesiastiche di Irlanda, guidati dai loro rispettivi arcivescovi, sono entrati nell’arena della RDS invitando tutti a partecipare al Congresso. Insieme con loro hanno sfilato anche i rappresentanti dei pellegrini giunti dai cinque continenti. All’inizio della celebrazione dell’Eucaristia nella domenica del Corpus Domini, è stato accolto e presentato il Legato Pontificio, il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, che ha poi presieduto la Santa Messa.

Nel suo discorso introduttivo Mons. Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublino, ha sottolineato il percorso di rinnovamento intrapreso dalla Chiesa irlandese al fine di superare una lunga fase di difficoltà. Prima dell’inizio della celebrazione, Mons. Martin aveva benedetto una “pietra di guarigione” che porta incisa la preghiera di una delle vittime degli abusi sessuali perpetrati da uomini di Chiesa.

Il Cardinale Legato nella sua omelia, ha ricordato che l’Irlanda «è conosciuta per le sue bellezze naturali, la sua ospitalità, la ricca cultura ma specialmente per la sua lunga tradizione di fedeltà alla fede cattolica. Questa ricca storia di fedeltà ha arricchito non solo questi lidi ma anche, attraverso le sue figlie e i suoi figli missionari nel mondo, è giunta molto lontano portando il Vangelo ad altri lidi e ad altri popoli… Ora la Chiesa in Irlanda è nella sofferenza e molte nuove e tremende sfide la attendono. Consapevoli di ciò, ci rivolgiamo insieme a nostro Signore che rinnova, guarisce e rafforza la fede del suo popolo».

L’intera cerimonia, curata come tutte le altre celebrazioni del Congresso da un valido team di liturgisti irlandesi, è durata circa tre ore ed è stata trasmessa in diretta dalla televisione nazionale RTE.

 

La processione eucaristica

Il secondo evento speciale è stato rappresentato dalla processione eucaristia largamente partecipata che nella serata di mercoledì 13 giugno ha percorso le strade intorno alla RDS. Ai partecipanti al Congresso si sono uniti molti fedeli di Dublino così che i pellegrini di ogni età in cammino (secondo le cifre offerte dalla polizia) erano circa 15 mila. La processione era supportata da un sistema audio che copriva il percorso rendendo più facile partecipare alla preghiera comune ed unirsi al canto corale.

Il successo dell’iniziativa e i commenti favorevoli venuti da tante parti permettono di continuare la ricerca per migliorare un modulo processionale da realizzarsi all’interno di una moderna città per evitare che anche le processioni possano essere accomunate ad uno dei tanti cortei che vanno in scena per rivendicare diritti, sostenere posizioni politiche o riaffermare una presenza.

La "Statio orbis"

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La celebrazione della Statio Orbis conclusiva celebrata nel pomeriggio di domenica 17 giugno nello stadio Croke Park di Dublino

 

Il terzo evento speciale è stato la celebrazione finale della statio orbis, momento centrale e culminante dell’esperienza del Congresso che ne ha segnato conclusione ed ha aperto nello stesso tempo le porte alla nuova missione della Chiesa in Irlanda e nelle Chiese particolari rappresentate dai pellegrini, dai Delegati nazionali e da numerosi Vescovi.

La celebrazione, interamente trasmessa in diretta dalla rete televisiva nazionale RTE, si è tenuta al Croke Park, lo stadio più grande e moderno della città, davanti a 75 mila fedeli. Tra costoro c’erano il presidente d’Irlanda Michael Higgins, il Primo ministro Enda Kenny, il deputato per l’Irlanda del Nord Martin McGuinness, l’Ambasciatore presso la Santa Sede David Cooney. In preparazione alla Celebrazione eucaristica, la grande assemblea ha potuto gustare le esecuzioni dei più noti artisti irlandesi intervallate da brevi testimonianze, interviste live, filmati. Al di sopra l’altare vi era una grande scritta con la citazione di Sant’Agostino: «Diventa ciò che ricevi».

La concelebrazione di oltre 200 Vescovi e 1200 sacerdoti, è stata presieduta dal Legato Pontificio. Accanto all’altare hanno trovato posto l’Arcivescovo di Armagh Cardinal Sean Brady e l’Arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin, il Cardinale Arcivescovo emerito di Hong Kong Joseph Zen Ze-kiun, il Presidente del Pontificio Comitato Mons. Piero Marini, il Nunzio Apostolico in Irlanda l’Arcivescovo Charles Brown, l’Arcivescovo di Cebu (Filippine) Mons. Jose S. Palma e il Delegato nazionale USA Mons. Kevin Joseph Farrel, Vescovo di Dallas.

Nella sua omelia il Cardinal Marc Ouellet ha ricordato la necessità di portare in tutto il mondo il messaggio approfondito durante il Congresso: «Dopo questa settimana di riflessione intorno all’Eucaristia, di celebrazione, preghiera, testimonianza, siamo certo più consapevoli della chiamata di Dio alla comunione con lui e con gli altri. Offriamo la nostra testimonianza a questa grazia chiamando altri alla fede in questa comunione. La campana irlandese, che rintocca da Lough Derg, da Knock e Dublino, possa risuonare in tutto il mondo. Possa questa campana risuonare attraverso la nostra personale testimonianza di una fede rinnovata nella Santa Eucaristia… Anche se talvolta siamo messi alla prova nella nostra fede, non abbiamo paura e ricordiamo ciò che noi siamo: il corpo di Cristo disposto ad amare Dio sopra e prima di ogni cosa, disposti a vivere nello Spirito della nuova ed eterna alleanza».

Prima della benedizione finale, sui grandi schermi del Croke Park è apparso il video con il messaggio pre-registrato del Sommo Pontefice. Papa Benedetto XVI rivolgendosi a tutti i partecipanti, ha detto tra l’altro: «L’Irlanda è stata plasmata per secoli dalla Messa al livello più profondo e, dalla sua potenza e grazia, generazioni di monaci, di martiri e di missionari hanno vissuto eroicamente la fede nella propria terra e diffuso la Buona Novella dell’amore e del perdono di Dio ben al di là dei vostri lidi. Siete gli eredi di una Chiesa che è stata una potente forza di bene nel mondo, e che ha offerto a moltissimi altri un amore profondo e duraturo per Cristo e per la sua Santa Madre. I vostri antenati nella Chiesa in Irlanda seppero come impegnarsi per la santità e la coerenza nella vita personale, come predicare la gioia che viene dal Vangelo, come promuovere l’importanza di appartenere alla Chiesa universale in comunione con la Sede di Pietro, e come trasmettere alle generazioni future amore per la fede e le virtù cristiane. Tuttavia - ha aggiunto - una così grande storia di fede e di amore è stata di recente scossa in maniera orribile dalla rivelazione di peccati commessi da sacerdoti e persone consacrate nei confronti di persone affidate alle loro cure». Il Papa ha, poi, invocato lo Spirito per una stagione di rinnovamento e di testimonianza nella verità. Infine ha annunciato, tra il giubilo dei presenti, la sede e la data del prossimo CEI: «Desidero invitarvi ad unirvi a me nell’invocare la benedizione di Dio sul prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, che si terrà nel 2016 nella città di Cebu! Al popolo delle Filippine invio il mio caloroso saluto e l’assicurazione della mia vicinanza nella preghiera».

Questo passaggio simbolico di consegne da Dublino a Cebu è stato segnato dall’abbraccio fraterno tra i due rispettivi Arcivescovi presenti sul palco dell’altare e dall’offerta all’Arcivescovo di Cebu di una riproduzione della quattro icone che hanno accompagnato la preparazione del CEI di Dublino.

Il Congresso giorno per giorno

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Piccoli partecipanti al Congresso con le bandierine vaticane

 

Come già accennato, il tema del Congresso era strettamente legato al Concilio Vaticano II nel 50° anniversario della sua apertura. E proprio il Vaticano II è stato il punto di riferimento di una serie di relazioni tenute nel corso della settimana dall’Arcivescovo Diarmuid Martin, dall’Arcivescovo Piero Marini, dal Vescovo Michael Smith (Meath), dal Vescovo Mons. Julian Lopez Martin (Léon), dal Vescovo Brian Farrell (Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani), dal Dr. Richard Clutterbuck (Chiesa metodista, Belfast), dal Rev. Prof. André Haquin (Belgio) e dalla signora Colette Furlong (Eire).

Ciascuno dei sei giorni del congresso-pellegrinaggio era centrato su un aspetto della missione ecclesiale e collegato alla «comunione» o crescita del Corpo di Cristo, fine ultimo della celebrazione eucaristica.

Così, lunedì 11 giugno, si è trattato dell’ecumenismo e della comune vocazione battesimale. L’Arcivescovo anglicano di Dublino ha presieduto una liturgia della Parola e dell’Acqua mentre la catechesi principale è stata tenuta da Fr. Aloys priore di Taizé. Nella mattinata di questo stesso giorno l’Arcivescovo di Dublino, in una sala gremita, ha tenuto una conferenza largamente ripresa dai mass-media locali su “La Chiesa nell’Irlanda d’oggi”.

Nel giorno di martedì 12 giugno dedicato al matrimonio e alla famiglia, la Celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Cardinale André Vingt Trois, Arcivescovo di Parigi; la catechesi principale è stata tenuta da Mons. Barry James Hickey, Arcivescovo di Perth (Australia) e la testimonianza dal Dr. Carl Anderson, Presidente dei Cavalieri di Colombo.

“Sacerdozio e ministeri al servizio della comunione” è stato il tema di mercoledì 13 giugno. La presidenza della Messa è stata affidata al Cardinal Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucicalpa (Honduras); la catechesi principale all’Arcivescovo di Vancouver (Canada) Mons. Michael Miller e la testimonianza alla signora Noreen Carrol, un’insegnante irlandese. In serata, a partire dall’arena della RDS, si è svolta la processione eucaristica di cui abbiamo già detto sopra.

Giovedì 14 giugno si è trattato il tema “Comunione e riconciliazione”. In questa giornata dedicata al sacramento della riconciliazione, è stato il primate d’Irlanda Cardinal Sean Brady a presiedere l’Eucaristia. Nella sua omelia ha detto tra l’altro: «Dio ci perdoni per le volte in cui, come persone e come Chiesa, non siamo stati capaci di proteggere i piccoli vittime di abusi… Prego perché la pietra di guarigione posta qui davanti, possa diventare simbolo di conversione e di speranza, simbolo di una Chiesa che ha imparato dagli errori del passato e si pone ora come modello per la cura e il benessere dei piccoli». La celebrazione penitenziale è stata presieduta dal Cardinal Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Dopo le celebrazione è stato lasciato spazio alle confessioni individuali.

Venerdì 15 era incentrato sul tema “Comunione nella sofferenza e nella guarigione”. Durante la Messa presieduta dal Patriarca latino di Gerusalemme Mons. Fouad Twal, è stata celebrata l’unzione degli infermi per quanti erano nella condizioni di riceverla. La catechesi principale è stata affidata all’Arcivescovo di Erbil (Iraq), Mons. Bashar Warda e la testimonianza alla signora Rosa Busingye, ugandese.

Nella serata di venerdì il Taoiseach, primo ministro irlandese, ha invitato i rappresentanti dei diversi Paesi presenti al Congresso ad un ricevimento informale al Dublin Castle, sede del governo. In un clima caloroso e disteso si sono mescolati pellegrini e personalità politiche, prelati e semplici fedeli.

Nell’ultimo giorno della settimana, sabato 16 giugno, si è trattato il tema “Comunione nella Parola di Dio sulle orme di Maria”. Il Cardinal Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, ha presieduto l’Eucaristia mentre l’Arcivescovo di Manila Luis Antonio G. Tagle ha tenuto la catechesi principale e il Dr. John Monagha, presidente della società di San Vincenzo de’ Paoli ha reso la sua testimonianza.

 

I workshops e il programma culturale

Ogni giorno sono stati offerti ai fedeli presenti circa 120 workshops, gruppi di studio o di discussione a scelta, intorno a temi di teologia, pastorale, storia della Chiesa, cultura, ecc. Essi hanno permesso di venire incontro alle attese e agli interessi dei partecipanti. La maggior parte degli interventi era in lingua inglese, ma non sono mancati incontri in francese, spagnolo, italiano, tedesco, slovacco e coreano.

Poiché le sale dedicate ai numerosi workshop erano relativamente piccole, alcuni dei relatori hanno generosamente accettato di ripetere le loro presentazioni mentre sul grande schermo collocato al centro del prato della RDS, scorrevano le immagini di alcuni di essi.

 

Esposizioni

Nel programma del Congresso sono state incluse mostre di vario genere.

La sala principale della RDS è stata la sede di una grande esposizione comprendente circa 150 stands dedicati alla presentazione di congregazioni religiose, movimenti, agenzie culturali ed ecclesiali, produttori di articoli sacri, fornitori di servizi, editori e produttori di beni artigianali.

Questa esposizione ha mostrato ai pellegrini la vastità del contributo che le organizzazioni cattoliche offrono non solo all’Irlanda ma anche al resto del mondo.

Tra gli stands preparati vi erano quelli dedicati ai patroni del 50° Congresso: San Colombano, Santa Mary MacKillop la Beata Margaret Ball.

 

Mostra retrospettiva “Christo Regi in honorem”

Benché il 50° CEI di Dublino abbia poco in comune con quello tenutosi nel 1932 nella capitale irlandese, gli archivi della diocesi di Dublino hanno curato una mostra retrospettiva su quello straordinario evento storico dal titolo “Christo Regi in honorem”. La mostra è stata ospitata nella biblioteca RDS ed è stata inaugurata da Mons. Martin una settimana prima del Congresso. La mostra ha suscitato notevole interesse.

 

Con gli occhi degli apostoli

Il movimento Comunione e Liberazione ha portato al Congresso una delle mostre presentate al Meeting di Rimini nel 2011. Assai apprezzata e visitata, essa è stata realizzata appositamente per l’occasione con il contributo economico degli stessi membri di CL.

 

I cappellani militari

Le forze di difesa irlandesi hanno avuto una presenza significativa nelle forze di pace-keeping dell’ONU per più di cinquant’anni. In occasione del Congresso, l’Ordinariato ha innalzato un piccolo accampamento su una della principali vie del Congresso con una tenda della preghiera in cui i pellegrini sono stati invitati a pregare per la pace nel mondo e per quanti hanno dato la vita al servizio della pace.

 Tra i primi visitatori di questo luogo si sono visti i pellegrini provenienti dal Libano, Paese in cui le forze armate irlandesi hanno servito per molti anni.

Ricordiamo, infine, la presenza della “Comunità nomade” e il Rosary Garden installato all’interno del recinto del Monastero delle Clarisse e dedicato alla preghiera silenziosa dei pellegrini.

Spazi di preghiera

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Lo spazio della adorazione eucaristica all'interno della RDS. Nello stesso spazio si è celebrata la Liturgia delle ore.

 

Prima ancora che il Congresso avesse inizio, IEC2012 ha ricevuto molte sollecitazioni affinché durante la settimana conclusiva si desse uno spazio significativo all’adorazione del Santissimo Sacramento. L’adorazione è diventata così una caratteristica costante dei giorni del Congresso e si è attuata con l’allestimento di due appositi spazi.

All’interno dell’RDS, in un grande salone caratterizzato da eleganti arcate di ghisa d’inizio Novecento, è stata allestita la cappella principale utilizzata sia per la Messa dei volontari che per la celebrazioni delle Lodi mattutine. Durante tutti i giorni del Congresso, questo spazio è diventato luogo di adorazione sia silenziosa che guidata. Alle estremità della grande sala erano disponibili degli spazi per il sacramento della Riconciliazione.

Il secondo spazio di preghiera è stato predisposto con l’utilizzo della cappella del Monastero delle Clarisse che confina con l’RDS dove l'adorazione silenziosa quotidiana era interrotta solo dalla celebrazione della Liturgia monastica delle Ore.

Inoltre, al fine di non isolare il Congresso dalla città, alcune delle parrocchie rette da comunità religiose (Carmelitani, Domenicani, Gesuiti, Sacramentini) hanno offerto ai pellegrini programmi spirituali e prolungati momenti di preghiera. Si sono rese disponibili anche ad accogliere diversi gruppi linguistici o nazionali per incontri particolari.

Altre parrocchie ancora hanno riproposto in scala ridotta il programma quotidiano del Congresso o hanno ospitato mostre d’arte religiosa, esposizioni vocazionali, programmi particolari per bambini o giovani.

 

Lo “spazio giovani”

Riprendendo l’esperienza di Québec 2008, anche il Congresso di Dublino ha proposto uno “spazio giovani” con un ricco programma di catechesi e di testimonianze collegato al tema delle diverse giornate. Ogni giorno, un Vescovo ha presentato una catechesi e si è poi impegnato nel dialogo con i giovani. Non sono mancati momenti dedicati alla musica, al cinema, alla meditazione. Inoltre erano sempre disponibili guide per la preghiera. Un gran numero di giovani ha partecipato ad un momento di preghiera nello stile di Taizé, guidato da Frère Alois.

Purtroppo il numero dei giovani partecipanti è stato inferiore alle attese sia per alcune difficoltà legate all’Ufficio diocesano per i giovani, sia perché il Congresso è stato celebrato in tempo di esami scolastici, sia perché la richiesta di accesso libero ai giovani non è stata accettata da IEC2012 per le restrizioni di bilancio. Tuttavia questo spazio ha visto una buona partecipazione di giovani soprattutto nelle ore serali.

 

Il programma per i bambini

L’organizzazione non ha dimenticato neppure i più piccoli cui è stato dedicato uno spazio particolare nell’area della RDS. Esso è stato frequentato soprattutto da scolari del primo ciclo scolastico. Per tre ore al giorno, dal martedì 12 a sabato 16 giugno, si è lavorato ad un programma comprendente musica, teatro, preghiera guidata. Ogni giorno sono stati presenti circa 400 bambini che non solo hanno partecipato all’evento loro dedicato, ma ne sono diventati anche protagonisti.

Per continuare l’esperienza del Congresso

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Il cardinale Ouellet, Legato pontificio, porta l'Ostensorio durante la Processione eucaristica del Congresso.

 

La celebrazione di chiusura, la statio orbis, non chiude definitivamente l’esperienza di un Congresso Eucaristico Internazionale. Ogni congresso, infatti, è un pellegrinaggio in cui statio orbis è una “sosta” nel cammino. Ora che la sosta è terminata, verso quale direzione bisogna avviarsi, che cosa privilegiare?

 

Un più profondo legame tra Eucaristia e nuova evangelizzazione

All’interno dello sforzo evangelizzatore della Chiesa, i Congressi Eucaristici Internazionali – insieme con gli altri grandi raduni mondiali della gioventù, i pellegrinaggi verso luoghi di devozione antichi e nuovi – continuano ad essere una risorsa per rivitalizzare un senso religioso non ancora spento e seminare il Vangelo. Eucaristia ed evangelizzazione costituiscono due realtà inseparabili nella essenza della Chiesa. E questo non solo nei paesi tradizionalmente destinatari dell’azione missionaria ma anche nei Paesi di antica evangelizzazione. Si pensi, per esempio, al continente Europeo dove i diversi Paesi segnati per secoli da una cultura cristiana sperimentano oggi una distanza progressiva dai valori della fede, un allontanamento dalle radici comuni del cristianesimo ed una frattura sempre più ampia tra Vangelo e cultura.

A questo fine i Congressi Eucaristici possono essere il luogo privilegiato per una migliore e più attenta articolazione tra Eucaristia ed evangelizzazione, tra la convocazione della Chiesa in assemblea eucaristica e la missione affidatale da Cristo stesso di annunciare il Vangelo del Regno.

La nuova evangelizzazione è stata e sarà una sfida permanente per i Congressi Eucaristici. L’annuncio del Vangelo e la celebrazione dell’Eucaristia, infatti, non solo fanno vivere la Chiesa ma costituiscono anche un segno visibile per la società multiculturale di oggi. Inoltre, Vangelo ed Eucaristia restano gli strumenti essenziali per portare la salvezza fino ai confini della terra.

 

Il culto eucaristico

In ogni Congresso, da molte parti giunge l’appello ad accentuare il valore dell’adorazione eucaristica senza tuttavia cogliere in profondità il legame ineliminabile con la celebrazione, la Parola e la carità.

Anche il Santo Padre si è occupato del problema proprio nel discorso alla Plenaria di questo Pontificio Comitato lo scorso 11 novembre 2010: «Poiché la celebrazione eucaristica è il centro e il culmine di tutte le varie manifestazioni e forme di pietà, è importante che ogni Congresso eucaristico sappia coinvolgere ed integrare, secondo lo spirito della riforma conciliare, tutte le espressioni del culto eucaristico “extra missam” che affondano le loro radici nella devozione popolare, come pure le associazioni di fedeli che a vario titolo dall’Eucaristia traggono ispirazione. Tutte le devozioni eucaristiche… vanno armonizzate secondo una ecclesiologia eucaristica orientata verso la comunione. Anche in questo senso i Congressi eucaristici sono un aiuto al rinnovamento permanente della vita eucaristica della Chiesa» (OR, 12 novembre 2010).

Tutte le pratiche della devozione eucaristica, raccomandate ed incoraggiate dai documenti citati dal Santo Padre, vanno dunque «coinvolte» ed «integrate» secondo lo spirito della riforma conciliare ed «armonizzate» secondo un’ecclesiologia eucaristica orientata verso la comunione. Questo principio ineliminabile dovrà essere tenuto presente.

All’opera dei Delegati nazionali e ai Congressi Eucaristici Internazionali resta dunque il compito di lavorare per preservare le forme tradizionali del culto eucaristico rinnovandole, però, ed incoraggiandole nello spirito del dettato conciliare che raccomanda: «la celebrazione eucaristica sia davvero il centro e il culmine di tutte le varie manifestazioni e forme di pietà».

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Qui sotto si possono scaricare alcuni documenti del Congresso Eucaristico internazionale di Dublino: una breve conferenza dell'Arcivescovo Mons. Martin sul contesto sociale ed ecclesiale in cui il Congresso si è svolto; il Testo-base per la riflessione teologico-pastorale

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"L’EUCARISTIA, COMUNIONE CON CRISTO E TRA NOI". Documento teologico di base del 50° Congresso eucaristico internazionale (Dublino, 10-17 giugno 2012).

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L'Irlanda, sede del 50° Congresso Eucaristico Internazionale: IL CONTESTO SOCIALE ED ECCLESIALE. Conferenza dell'Arcivescovo di Dublino Mons. Diarmuid Martin.

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    Il primo Comitato permanente per i Congressi Eucaristici Internazionali è nato in Francia nella primavera del 1881 con la benedizione di Leone XIII. Esso raccoglieva i frutti dell’apostolato di san Pierre-Julien Eymard, «apostolo... Continua


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